NoLo non è solo un punto sulla mappa di Milano, ma un vero e proprio stato d’animo. Il nome, acronimo di Nord di Loreto, è nato quasi per gioco nel 2012 grazie a tre designer – Francesco Cavalli, Luisa Milani e Walter Molteni – che, ispirandosi a quartieri iconici come SoHo o TriBeCa, hanno deciso di dare un’identità nuova a questa zona. Da allora, NoLo non è più solo un insieme di vie e palazzi, ma un marchio di appartenenza.
I confini di NoLo sono ben definiti: a sud, da ovest a est, scorrono viale Brianza, via Andrea Costa e via Ruggero Leoncavallo, mentre a ovest e a nord sono i binari della ferrovia a segnare il limite. Dentro questi confini, però, c’è un mondo, ma soprattutto persone.
È qui, infatti, che, negli anni, sono arrivate ondate di migranti in cerca di lavoro, famiglie che cercavano una casa accessibile, giovani che volevano ricominciare. Questo mix ha creato un tessuto sociale unico, dove la multiculturalità non è la vita di tutti i giorni. Passeggiando per le sue vie, è all’ordine del giorno sentire lingue diverse, scoprire cucine lontane, e vedere murales che raccontano storie di comunità.
Oggi NoLo è diventato sinonimo di creatività e autenticità. È un quartiere che ha saputo reinventarsi dal basso con l’energia di chi lo abita. Qui non trovi solo case e strade: trovi un senso di comunità, un’identità condivisa, un’atmosfera che ti fa sentire parte di qualcosa, anche se sei solo di passaggio.
Un giro tra le piazzette di NoLo

A NoLo tutto gira intorno a piazza Morbegno. Non è solo una piazza, è il punto dove il quartiere prende vita, attraversata dal tram 1 che qui non è più soltanto un mezzo ma un segno di riconoscimento, un pezzo di identità che tiene insieme storie e persone. Attorno si aprono Venini, Oxilia, Varanini e Sauli, strade che portano ovunque e che raccontano un quartiere che non si concede subito, ma che si lascia scoprire piano piano, tra un murales colorato e il continuo movimento di chi lo abita.

Le piazze a NoLo non sono tante, ed è forse per questo che contano così tanto. Una vera e propri, l’Arcobalena (soprannome per Piazza Spoleto), una che è più una rotonda, Piazza Morbegno, e una terza piccola e affettuosa che tutti chiamano piazzetta Cotoletta, ossia il Giardino degli Artisti. Non servono grandi spazi monumentali: qui le piazze sono luoghi di incontro, punti di ritrovo, specchi sinceri dell’anima popolare del quartiere.
Ma passeggiando per NoLo si scoprono anche luoghi inaspettati, come la casa museo di Emilio Isgrò, uno dei grandi dell’arte italiana. Poco più in là spuntano le palazzine Liberty, eleganti e un po’ nostalgiche, che riportano dritti all’atmosfera borghese di inizio Novecento. Poi arriva la Casa Lavezzari, firmata negli anni Trenta da Lingeri e Terragni: un pezzo di razionalismo che ancora oggi fa la sua figura.


Girato l’angolo, ecco il Castello di Pietra, che tutti chiamano Ca’ di Sass. Un edificio dall’aria medievale che sembra capitato lì per caso, ma che ormai è parte del paesaggio. In una stradina che ricorda un po’ Notting Hill versione milanese, si trova la Casa degli Insetti, costruita nel 1905 e decorata con dettagli entomologici. Prima formaggeria, poi gelateria, oggi ospita una tipografia d’arte che stampa ancora con i caratteri mobili.
Arte per tutti
A NoLo l’arte non sta chiusa dentro le gallerie, anche se spazi come, la Gigantic Gallery e FantaMLN hanno un ruolo fondamentale nel dare voce alla scena contemporanea. Qui l’arte vive per strada ed è impossibile non notarla. In via Pontano, ad esempio, i muri sono diventati tele libere: un tempo c’era il famoso murales del capodoglio, oggi la zona continua a essere un punto di riferimento per chi ama la street art. Sulle pareti si incontrano i lavori di artisti come Tvboi, Pao e gli inconfondibili ominirosa di Christian Aloi, conosciuto come Aluà, che ormai sono diventati parte integrante del paesaggio urbano di NoLo. E poi c’è il murale Santa Sarita Colonia dell’artista peruviano Sef.01, che per anni è stato un’icona per gli abitanti di via Padova.
Autentiche soste quotidiane: mangiare&bere a NoLo
A NoLo i locali raccontano meglio di mille parole la sua anima popolare e creativa. Si parte dalla Salumeria del Design, che non è solo un bar ma un punto di riferimento: di giorno spazio culturale e creativo, di sera bar di quartiere. Poi c’è Nolo.so, riconoscibile subito per i suoi interni rosa e celeste, con quadri di Barbie alle pareti e quell’atmosfera volutamente pop. The Rabbit è un altro indirizzo amato, mentre tra i nomi storici spuntano Caffineria e Ghe Pensi Mi, ognuno con la sua clientela affezionata.

Ma il vero gioiello è il Tranvai, un vecchio tram della serie 1500 del 1928, il numero 1522, riportato in vita dopo anni di abbandono. Acquistato negli anni ’90 da Giovanni, che lo trasformò in un piccolo chiosco per gelati e birre, è stato poi recuperato da un gruppo di ragazzi che lo hanno riaperto come bar. Oggi il Tranvai è un luogo dove si vive con lentezza: si beve una birra, si mangia un panino o un hamburger, si ascolta musica, si rigonfia la bici nel retro. L’aperitivo è un rito con taglieri di salumi e formaggi a prezzi popolari, e l’atmosfera è quella di un posto che accoglie tutti, dalle sciure che passano per un bianchino agli anziani della bocciofila, fino ai giovani che lo hanno trasformato in un simbolo di rinascita.
Cosa da fare per sentirsi un NoLer
A NoLo non ci sono solo bar e piazze: il quartiere vive anche di spazi culturali e sociali. Uno di questi è Eastriver, oggi è aperto per attività legate allo sport, al tempo libero e alla cultura. La sua ciclofficina è tornata operativa, c’è un orto urbano che cresce grazie al lavoro collettivo e anche le lezioni di canoa. Un altro punto fondamentale, almeno nella bella stagione, è la Cascina Martesana, immersa nel verde lungo il Naviglio della Martesana. Qui si respira un’atmosfera diversa dal resto della città: mostre d’arte gratuite, laboratori per adulti e bambini, incontri dedicati al benessere, alla sostenibilità e all’integrazione sociale.
Ma niente è più iconico del Mercato comunale di Viale Monza, uno di quei posti che raccontano meglio di mille parole lo spirito di NoLo: un luogo autentico, dove la spesa quotidiana si intreccia con chiacchiere, profumi e colori. Tra banchi di frutta e verdura, pesce fresco, carne e specialità etniche, si respira il multiculturalismo del quartiere, con prodotti che arrivano da ogni parte del mondo.


Nel corso del Novecento a NoLo si trovavano cinema storici come il Loreto, l’Argo, l’A.B.C. e l’Ambra, oggi tutti chiusi. L’unico rimasto attivo è il Cinema Beltrade, in via Oxilia, costruito negli anni Venti e ancora oggi punto di riferimento per chi ama il cinema indipendente e di qualità.
Crediti
Foto di Bramfab, Sarathehutt, Arbalete, Massari e Secchi, Saggittarius A, Yorick39.
