CityLife è il volto più contemporaneo di Milano, quello che racconta la sua voglia di essere una metropoli internazionale senza dimenticare le proprie radici. Qui, dove un tempo c’erano cascine e campi coltivati, poi padiglioni fieristici e grandi esposizioni, oggi svettano grattacieli firmati da archistar di fama mondiale.
Fino ai primi anni del Novecento, Citylife era una zona tutt’altro che futuristica: era una tranquilla periferia fatta di cascine, campi coltivati e strade sterrate. Un paesaggio rurale che nulla aveva a che vedere con i grattacieli che oggi svettano nel cielo della città.
La svolta arrivò nel 1906, quando Milano ospitò l’Esposizione Internazionale. Per accogliere l’evento, vennero costruiti numerosi padiglioni proprio in quest’area, che da quel momento iniziò a trasformarsi in un polo fieristico di primo piano. L’Esposizione del 1906 fu un momento cruciale: non solo mise Milano al centro dell’attenzione internazionale, ma diede anche il via a una nuova vocazione per Citylife, che da agricolo divenne progressivamente urbano e dinamico.
Dal 1923, infatti, qui prese vita la Fiera Campionaria di Milano, che per decenni fu un simbolo della città e un punto di riferimento per l’economia italiana. Ogni anno migliaia di visitatori arrivavano da tutta Europa per scoprire le novità dell’industria, del design e della tecnologia. L’area si riempì di padiglioni permanenti e temporanei, creando un vero e proprio villaggio fieristico che rimase attivo fino al 2005.
La grande trasformazione inizia nel nuovo millennio, quando la Fiera si sposta a Rho-Pero, lasciando libera un’area enorme nel cuore di Milano. È qui che nasce il progetto CityLife, una delle più grandi operazioni di rigenerazione urbana d’Europa. L’idea era chiara: restituire alla città un quartiere moderno, sostenibile e internazionale, capace di unire architettura d’avanguardia, spazi verdi e funzioni pubbliche.
Le architetture di Citylife tra passato e presente
Tracce della Fiera campionaria

Prima che i giganti delle archistar ridisegnassero lo skyline di Milano, vale la pena ricordare che CityLife conserva ancora oggi preziose tracce del suo passato. Le Palazzine degli Orafi, con il loro fascino liberty, raccontano l’epoca in cui qui si tenevano le esposizioni universali e ospitavano la sezione dedicata all’arte orafa. Poco distante si erge il Palazzo delle Scintille, un imponente edificio in cemento armato nato come padiglione fieristico e diventato poi il primo palazzetto dello sport della città. E in Piazza Giulio Cesare resiste ancora la Fontana delle Quattro Stagioni, inaugurata nel 1927 per la Fiera Campionaria, che continua a incantare con i suoi giochi d’acqua e le luci serali.
I grattacieli di Citylife: il Dritto, lo Storto e il Curvo
Oggi però, quando si parla di CityLife, il pensiero corre subito alle Tre Torri, i grattacieli che definiscono il cuore del business district e che i milanesi hanno ribattezzato con affetto il Dritto, lo Storto e il Curvo.

La più alta è la Torre Isozaki, il Dritto, che con i suoi 209 metri domina la città. Progettata dall’architetto giapponese Arata Isozaki, porta in cima una copia della Madonnina, un omaggio alla tradizione che lega simbolicamente il nuovo skyline al Duomo. La seconda torre a prendere forma è stata la Torre Hadid, lo Storto, sede di Generali: 177 metri di eleganza e movimento, con una torsione che si attenua man mano che l’edificio sale verso il cielo. Infine, la Torre Libeskind, il Curvo, con i suoi 175 metri e la caratteristica corona in vetro e acciaio che richiama le cupole rinascimentali, firma l’architetto americano Daniel Libeskind.
Il parco artistico di Citylife
Attorno a queste icone architettoniche si sviluppa un quartiere pensato per essere vissuto. Le residenze progettate da Hadid e Libeskind si affacciano su un parco di 170.000 metri quadrati, il secondo più grande di Milano, che ospita quasi duemila specie botaniche tipiche della Lombardia. Qui si alternano prati, orti fioriti, aree gioco per bambini, campi da tennis e da padel, persino un campo da golf. Passeggiando lungo i vialetti del Parco di CityLife, oltre al verde, ci si imbatte in sorprendenti installazioni di arte contemporanea: dalle fontane Vedovelle e Draghi Verdi di Serena Vestrucci alla monumentale mano e piede in mattoni, Hand and Foot for Milan, dell’artista Judith Hopf.


Le istallazioni fanno parte di ArtLine Milano, un vero museo a cielo aperto con 19 opere permanenti firmate da artisti italiani e internazionali. È un progetto di arte pubblica e gratuita che ha arricchito ulteriormente Citylife, rendendolo non solo un simbolo di rigenerazione urbana, ma anche un laboratorio culturale a cielo aperto.
Un quartiere di shopping&food
Da Piazza Tre Torri si entra direttamente nel cuore pulsante del quartiere: il CityLife Shopping District, un centro commerciale di nuova generazione che con i suoi 32.000 metri quadrati è il più grande distretto urbano dedicato al commercio in Italia. Qui trovi davvero di tutto: oltre ottanta negozi di moda e design, un supermercato, venti tra ristoranti e bar, sette sale cinema ultramoderne e persino un poliambulatorio.
Il progetto architettonico è un’opera corale: lo spazio principale del mall porta la firma di Zaha Hadid Architects, la piazza centrale all’aperto è stata disegnata da One Works, mentre la promenade open air che si snoda da Viale Boezio, reinterpretando in chiave contemporanea una via dello shopping milanese, è stata progettata da Mario Galantino.

Per gli amanti dello shopping, il CityLife Shopping District è un paradiso: dalle grandi firme internazionali alle catene più accessibili, passando per negozi di tecnologia, beauty e lifestyle, qui è impossibile non trovare qualcosa che attiri l’attenzione. Ma non è solo una meta per chi vuole comprare: è anche un punto di ritrovo per chi cerca svago e tempo libero. Le sale del cinema, con oltre 1.200 posti, offrono una programmazione sempre aggiornata e poi, naturalmente, c’è il cibo. Se vuoi un pranzo veloce, puoi fermarti in uno dei locali di street food o nelle catene internazionali che qui hanno trovato casa. Se invece preferisci un’esperienza più rilassata, ci sono bistrot e ristoranti che spaziano dalla cucina italiana tradizionale alla gastronomia asiatica, passando per hamburger gourmet e tapas mediterranee.
Crediti
Foto di Paolobon140.
