Città studi: vita di uno studente milanese

Città Studi è quel pezzo di Milano che tutti associano subito al Poli (così è amichevolmente detto il Politecnico di Milano) e alla Statale. Basta guardare la mappa per capire che qui tutto ruota intorno a piazza Leonardo da Vinci, un grande prato circolare che sembra fatto apposta per ospitare studenti sdraiati con i libri aperti… o chiusi, a seconda della stagione degli esami. Attorno si dispongono i dipartimenti, i bar, le fotocopisterie e i chioschi: un ecosistema perfettamente calibrato per la vita universitaria, ma non solo!

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Le origini di Città studi

Un tempo, al posto di studenti con zaini e computer portatili, qui c’erano cascine, orti e lavandai. Via Balzaretti, oggi famosa per la facciata di Toilet Paper, era la via dei lavandai, con casette a schiera costruite apposta per chi lavorava nelle lavanderie. Poi, nel 1915, arrivò la trasformazione: nacque l’idea di una cittadella della cultura, con padiglioni dedicati al Politecnico, alla Scuola di Agricoltura, agli Istituti clinici, alla Veterinaria e persino a un Orto Botanico. L’obiettivo era ambizioso: superare la divisione tra scienze e umanesimo, creando un polo che fosse il cuore del sapere milanese.

Oggi, passeggiando per Città Studi, si respira ancora quell’atmosfera. È un quartiere giovane, vivace, pieno di biciclette legate a ogni palo e studenti che corrono da un’aula all’altra. Non ha la raffinatezza di Brera né la mondanità dei Navigli, ma ha un’energia tutta sua: un po’ caotica, un po’ disordinata, ma autentica. È un quartiere che non si prende troppo sul serio, anche se ospita alcune delle università più prestigiose d’Italia.

Passeggiando per Città studi

Il Politecnico è il protagonista assoluto di Città Studi. I suoi edifici storici, progettati da Moretti e Brusconi, occupano un’area enorme e raccontano la storia di un ateneo che ha formato generazioni di ingegneri e architetti. Passeggiando tra i cortili, si incontrano opere di grandi architetti come Gio Ponti, autore del celebre Trifoglio e della Nave della facoltà di Architettura, o Renzo Piano, che ha curato interventi di riqualificazione.

Rettorato del Politecnico in Città studi
Tioletpaper in via Balzaretti di città studi

A pochi passi, via Balzaretti ospita la sede di Toilet Paper, con la sua facciata blu e bianca decorata da immagini surreali. È diventata una delle attrazioni più fotografate di Milano, anche se l’interno non è visitabile. Poco distante si trova il cosiddetto “Cremlino”, un palazzo Art Déco costruito negli anni Venti per l’imprenditore Luigi Ronzoni. Le sue cupole e pinnacoli ricordano l’architettura sovietica, da cui il soprannome, e la sua facciata è una delle più particolari della zona.

Cremlino di Città studi
Serra dell'Orto botanico di Città studi

Chi cerca un po’ di verde può rifugiarsi all’Orto Botanico di Città Studi, nato nel 2001 nell’area della Cascina Rosa. È un luogo perfetto per una pausa tranquilla, con collezioni di piante rare e serre che raccontano la ricerca botanica dell’Università.

Il quartiere custodisce anche gioielli architettonici meno noti ma affascinanti. La Chiesa di San Luca Evangelista, progettata da Gio Ponti nel 1958, è un edificio semplice ma elegante, con la facciata rivestita di tesserine in ceramica che formano croci ripetute. Poco distante, Casa Corbellini-Wassermann di Portaluppi è un bellissimo esempio di razionalismo italiano, oggi sede di una galleria d’arte.

Pezzi di vita in Città studi

Città Studi non è il quartiere delle grandi sfilate o dei festival glamour, ma ha i suoi appuntamenti che raccontano bene la vita quotidiana. Ogni giovedì mattina via Ampère si anima con il mercato rionale: bancarelle di frutta, verdura, formaggi e prodotti freschi attirano residenti e studenti, che spesso si fermano a fare la spesa con lo zaino ancora in spalla. È un momento che restituisce l’anima più autentica del quartiere, fatta di incontri casuali e chiacchiere tra vicini.

Durante l’anno, il Politecnico e la Statale organizzano open day, conferenze, mostre e festival scientifici. Non è raro che un’aula si trasformi in sala conferenze aperta a tutti, o che un laboratorio diventi spazio espositivo. Sono poi imperdibili gli eventi che, pur non avendo ancora la risonanza dei grandi appuntamenti cittadini, rendono il quartiere vivo e rendono protagonisti gli studenti, come il Botellon o il MUD – Milano University District, che si tiene ogni anno all’inizio della primavera.

Mangiare da studenti di Città studi

La vita degli studenti è scandita dalle pause pranzo e dalle merende, motivo per cui il cibo in Città studi è lo specchio della routine studentesca, ma non solo. La Pasticceria Scaringi è una tappa obbligata per la colazione: brioche enormi, cappuccini perfetti e un’atmosfera che sa di rituale mattutino. Nelle giornate calde, il gelato di MAG è una ricompensa ideale dopo ore di lezione.

Per chi ama la cucina giapponese, Poporoya è un piccolo tempio del sushi, sempre affollato ma autentico. Basti dire che è uno no dei primi ristoranti giapponesi in Italia.  La Trattoria Bertamè, invece, è il posto giusto per chi cerca piatti della tradizione lombarda in un ambiente accogliente e informale.

Bar Basso, icona di Città studi

E poi ci sono i bar storici che hanno fatto la storia della mixology milanese. Il Bar Basso è un’istituzione: qui è nato il Negroni Sbagliato, e bere un cocktail in questo locale significa partecipare a un pezzo di storia della città. Al Bar Doria, invece, il Bomba Fragola è diventato un rito per chi vive in zona, un cocktail che mescola ironia e leggerezza, proprio come il quartiere.

Crediti

Foto di Carlo Alfredo Cleric…,Jwslubbock, Politecnico di Milano, Diegodenisi.