Bicocca: prima i nobili, poi gli operai e ora gli studenti

Quello della Bicocca è uno di quei quartieri che non si lasciano incasellare facilmente: vive di contrasti, di strati sovrapposti, di storie che si intrecciano. Non è mai stata solo una cosa sola, e forse è proprio questo il suo fascino. All’inizio era campagna nobile, poi un immenso spazio industriale, ora un complesso universitario firmato da uno dei più grandi architetti italiani.

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Le mille facce della Bicocca

Intorno alla metà del Quattrocento, la famiglia Arcimboldi di Parma decise di costruire qui, nella campagna milanese, la loro villa di campagna: la celebre Bicocca degli Arcimboldi, oggi sede di rappresentanza della Pirelli. Il nome stesso, “bicocca”, rimanda a una piccola roccaforte, un castello modesto ma in posizione elevata, e da allora è rimasto legato a quest’area.

La Bicocca degli Arcimboldi

Ma la storia non si ferma qui. Nel 1522, proprio nei dintorni della villa, si combatté la Battaglia della Bicocca, che vide contrapposti l’esercito spagnolo di Carlo V e quello francese di Francesco I. La sconfitta francese fu così netta che da quell’episodio nacque l’espressione “c’est une bicocque”, usata ancora oggi in francese per indicare una disfatta.

Nei secoli successivi la Bicocca cambia volto: da campagna nobile diventa cuore pulsante dell’industria milanese. È qui che la Pirelli decide di costruire la sua grande fabbrica, ma non si limita a questo. Accanto agli stabilimenti nascono scuole, impianti sportivi, case per i dipendenti, persino spazi ricreativi. Un vero e proprio villaggio operaio, un modello di welfare aziendale che fece scuola e che valse al quartiere il soprannome di “Manchester d’Italia”.

Poi arrivano gli anni Ottanta. Le fabbriche chiudono, i capannoni si svuotano, e la Bicocca sembra destinata a un lento declino. Ma Milano non è una città che si arrende facilmente, e così entra in scena l’architetto Vittorio Gregotti, che immagina una rinascita. La sua visione è chiara. Trasformare l’ex area industriale in un quartiere moderno, ordinato, monumentale, con grandi edifici in mattoni rossi, piazze ampie, spazi culturali e universitari. Nasce così la nuova Bicocca, dove brulica la vita universitaria.

A piedi in Bicocca

Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro in Bicocca

Passeggiando lungo viale Sarca, il primo incontro è con l’imponente Hangar Bicocca, un ex capannone industriale, oggi è uno dei centri d’arte contemporanea più importanti d’Europa. All’interno, i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer si ergono come cattedrali moderne: torri di cemento che sembrano dialogare con il passato industriale del quartiere. Poi c’è l’arte diffusa: sculture monumentali come The Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro, Le scogliere di Giuseppe Spagnulo, Chained di Borondo e Tresoldi, fino al gigantesco murale Efêmero dei fratelli brasiliani Os Gemeos, che colora le pareti di un ex edificio industriale.

Teatro degli Arcimboldi in Bicocca

Poco più avanti si trova il Teatro degli Arcimboldi, costruito nei primi anni Duemila per ospitare la Scala durante i lavori di restauro. Con i suoi 2000 posti e un palcoscenico identico a quello del Piermarini, oggi è un teatro con una propria anima, che ospita musical, concerti e spettacoli internazionali.

Accanto a questi luoghi, la Torre Breda, costruita nel 1913 come serbatoio idrico, oggi appartiene all’Università Bicocca e viene utilizzata come laboratorio per lo studio della qualità dell’aria. Poco più in là, il Borgo Pirelli racconta la vita quotidiana degli operai negli anni Quaranta: 27 villette a due piani, un piccolo villaggio che sembra rimasto intatto nel tempo, un frammento di storia operaia che resiste nel cuore della città contemporanea.

Panoramica del Borgo Pirelli in Bicocca

Per una pausa pranzo in Bicocca

La Trattoria Arlati, aperta dal 1936, è un’istituzione: qui si respira la Milano autentica, con piatti come il risotto giallo e la cotoletta serviti in un ambiente che conserva il fascino del passato. Chi, invece, ama la cucina vegetariana e vegana trova nel ristorante Altatto un indirizzo interessante, mentre l’Agriturismo Ranza porta un po’ di campagna in città, con piatti genuini e un’atmosfera rilassata. Per chi cerca qualcosa di più informale, il Sun Strac chiosco in Parco Nord, perfetto per una pausa veloce, magari dopo una passeggiata alla Collina dei Ciliegi, un’altura artificiale nata dalle macerie industriali, oggi trasformata in parco urbano fitto di ciliegi rosa.

Crediti

Foto di Facquis, Dega180, Saggittarius A, Yorick39, Carlo Dell’Orto.