Camminare lungo Corso Magenta è un po’ come entrare in una Milano che sa essere elegante, ma non si dà troppe arie. È una via che custodisce pezzi di storia straordinari, ma che allo stesso tempo rimane vissuta, quotidiana, con i suoi bar, le pasticcerie e la gente che la attraversa ogni giorno.
Se oggi Corso Magenta appare come una via elegante e centrale, con chiese rinascimentali, palazzi nobiliari e locali storici, non è sempre stato così. Fino a metà Ottocento, infatti, qui c’erano campi coltivati, cascine e qualche fontanile. La zona era separata dal cuore della città dai Bastioni quattrocenteschi e confinava con il borgo delle Grazie, dominato dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie.


La vera trasformazione arrivò con il Piano Beruto, il primo grande piano regolatore di Milano, che ridisegnò l’area per accogliere la nuova borghesia cittadina. Nacque così un quartiere residenziale elegante, con palazzi eclettici che richiamavano lo stile rinascimentale lombardo, il barocco e, poco dopo, il Liberty floreale. Molti edifici che ancora oggi si incontrano lungo Corso Magenta risalgono proprio a quel periodo: un esempio è Casa Laugier, al civico 96, con le sue decorazioni liberty che fanno da cornice a una farmacia storica d’angolo.
Il Novecento portò nuove trasformazioni. Architetti come Piero Portaluppi lasciarono qui il loro segno, progettando edifici moderni e raffinati, mentre la Seconda Guerra Mondiale colpì duramente la zona, distruggendo chiese e cappelle, come quella della Madonna del Grembiule. Dopo i bombardamenti, il quartiere seppe però rialzarsi, mescolando restauri fedeli e nuove costruzioni.

Oggi, passeggiando lungo Corso Magenta, si percepisce questa stratificazione: dal Rinascimento di Leonardo e Bramante, al Seicento di Palazzo Litta, fino ai palazzi borghesi di fine Ottocento e alle architetture del Novecento.
Perle più o meno nascoste in Corso Magenta
Passeggiando oggi lungo Corso Magenta, la prima tappa che sorprende è la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore. Da fuori sembra quasi anonima, ma dentro è un’esplosione di affreschi rinascimentali che le hanno fatto guadagnare il soprannome di “Cappella Sistina di Milano”. Poco più avanti, in piazza Santa Maria delle Grazie, si incontra uno dei luoghi più celebri della città: la chiesa domenicana che custodisce il Cenacolo di Leonardo da Vinci, patrimonio UNESCO dal 1980.
Il quartiere però non si esaurisce con Leonardo. In via Morozzo della Rocca si trova la Fondazione Piero Portaluppi, che conserva disegni e progetti dell’architetto milanese. Al civico 65-67 si apre la Casa degli Atellani, una dimora quattrocentesca legata a Ludovico il Moro, restaurata da Portaluppi e arricchita da un giardino che custodisce la vigna di Leonardo, riportata in vita in occasione di Expo 2015. È sorprendente pensare che, nel cuore della città, sopravviva ancora un vigneto che racconta la storia del genio fiorentino.

Accanto a tanta arte, Corso Magenta è anche un quartiere culturale vivo. Il Museo Civico Archeologico racconta la Milano romana, il Museo Martinitt e Stelline ospita mostre contemporanee, e Palazzo Litta, con il suo teatro seicentesco, continua a essere un punto di riferimento per spettacoli di ogni tipo.
Vita quotidiana in Corso Magenta: cibo e shopping
I milanesi si ritrovano nelle pasticcerie storiche come Marchesi, San Carlo e Biffi, storiche e intramontabili. Il Bar Magenta, con i suoi oltre cent’anni di storia, è un locale che ha visto passare generazioni: i suoi panini e le birre lo rendono un punto di ritrovo informale e sempre affollato. In zona non mancano indirizzi più particolari, come Gnomo Gelato, con gusti insoliti, o Cavoli a Merenda, un ristorante nascosto in un palazzo del Settecento che sembra un salotto privato.

Lo shopping completa la passeggiata. Corso Vercelli, poco distante, è una delle vie commerciali più note della città, mentre lungo Corso Magenta si incontrano gallerie d’arte, antiquari e persino una boutique floreale come Frida’s, che porta un tocco di colore accanto ai chioschi tradizionali della zona.
Crediti
Foto di Boban475, Dimitris Kamaras, Paolobon140.
