Parco Forlanini e le due anime di Milano

Inaugurato negli anni ’70 e dedicato al pioniere dell’aeronautica, il parco Forlanini conserva la sue origine agricola con ampi prati, boschi, rogge e antiche cascine, luoghi perfetti per i moderni sportivi.

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Parco Forlanini come monumento alla campagna lombarda

Il Parco Forlanini nacque da una visione ambiziosa degli architetti Mercandino e Beretta, che negli anni ’60 concepirono questo spazio come un vero e proprio “monumento alla campagna lombarda”. La loro idea rivoluzionaria era creare un “vuoto urbano” che funzionasse come “un immenso spazio teatrale”. In questo modo, la scenografia della vita rurale potesse contrapporsi armoniosamente al paesaggio industriale circostante.

Un'ansa del Labro nel Parco Forlanini

Inaugurato nel 1970 dopo tre anni di intensi lavori, il parco venne intitolato a Enrico Forlanini (1848-1930), pioniere dell’aviazione italiana e sperimentatore nel campo dei dirigibili. Non è un caso che anche l’aeroporto di Milano Linate porti il suo nome, testimoniando l’importanza di questa figura nella storia dell’innovazione italiana.

Enrico Forlanini, a cui è intitolato il Parco Forlanini

Il Parco si estende oggi fino al comune di Segrate verso est e al fiume Lambro verso ovest, abbracciando un territorio che conserva ancora l’anima agricola della Lombardia storica. Il Parco, tuttavia, ha due anime, anche per via della tangenziale est che lo attraversa. Infatti, il parco che i milanesi conoscono e frequentano quotidianamente è in realtà solo la porzione urbana, mentre esiste un’area agricola molto più vasta che si estende verso nord, est e soprattutto ovest.

Cosa vedere nel Parco Forlanini

Situato nella zona nord-orientale del Parco Forlanini, il Laghetto Salesina rappresenta un piccolo gioiello naturalistico. Circondato da una vegetazione rigogliosa, questo specchio d’acqua è l’habitat ideale per numerose specie di uccelli e pesci, rendendolo una meta privilegiata per gli amanti del birdwatching.

La passeggiata nel Parco rivelerà anche undici cascine agricole, in parte di proprietà del Comune e in parte del Mulino Codovero. Tra queste, la Cascina Cavriano merita una menzione particolare. La particolarità della cascina è suo affresco raffigurante una colomba con ramoscello d’ulivo, simbolo storico dell’Ospedale Maggiore di Milano. Questo dettaglio artistico racconta la connessione secolare tra le istituzioni milanesi e il territorio agricolo circostante.

Degna di nota è anche la Cascina Sant’Ambrogio, vero gioiello storico del Parco. Le monache benedettine del Monastero di Santa Radegonda si rifugiarono in questo luogo nel 1162 d.C. per sfuggire alle devastazioni causate da Federico Barbarossa. Nel corso del XIV secolo fu costruita una chiesa, che nel Catasto Teresiano del XVIII secolo appare ancora come un piccolo edificio religioso. La struttura attuale risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando venne demolita e ricostruita, assumendo le caratteristiche tipiche del nucleo rurale milanese. Nel Novecento la cascina ha mantenuto la sua vocazione agricola, trasformandosi nel tempo anche in dimora per diverse famiglie. Nel 1962 la proprietà è passata dal Pio Istituto “Figli della Provvidenza” al Comune di Milano. Oggi La cascina offre diversi servizi, qui consultabili.

Bosco dei Faggi in Parco Forlanini

Accanto al passato agricolo della città, nel Bosco dei Faggi spicca anche la scultura “Dolore Infinito”, realizzata nel 2002, una delle opere d’arte più toccanti del Parco Forlanini. La scultura dell’artista svedese Christer Bordino è stata eretta in memoria delle 118 vittime del tragico incidente aereo avvenuto all’aeroporto di Linate nell’ottobre 2001.

Crediti

Foto di Yorick39, Pikappa – (it.wiki), Yorick39, Touring Club Italiano.