Chiamati anche “di Porta Venezia”, i Giardini pubblici Indro Montanelli sono il primo parco pubblico di Milano, inaugurato nel 1784. Oltre all’area verde, ospitano alberi secolari, laghetti, il Museo di Storia Naturale, il Planetario e il neoclassico Palazzo Dugnani.
Il progetto dei Giardini pubblici Indro Montanelli
I Giardini pubblici Indro Montanelli rappresentano un tesoro storico nel cuore di Milano, essendo il primo parco pubblico della città inaugurato nel lontano 1784. Questi giardini, noti anche come “Giardini di Porta Venezia”, nascono dalla visione illuminata dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Este che nel 1780 incaricò il celebre architetto Giuseppe Piermarini di trasformare il terreno agricolo della famiglia Dugnani in uno spazio verde per tutti i cittadini, inglobando anche due piccoli monasteri di San Dionigi e delle Carcanine.
Il progetto originale prevedeva un giardino alla francese con simmetrie perfette e grandiose prospettive, ma nel 1862 l’architetto Balzaretti trasformò lo spazio seguendo lo stile paesaggistico inglese, aggiungendo laghetti artificiali e elementi naturalistici. All’idea del Piermarini risalgono la gradinata che collega i giardini ai Bastioni, le cancellate intercalate da vasi neoclassici, l’area gioco del pallone, dove oggi sorge il Planetario e il Monte Merlo.
I nuovi Giardini pubblici di Balzaretti sfruttavano, invece, il dislivello esistente per installare giochi d’acqua e strutturavano sul Monte Merlo il Padiglione del caffè, trasformato in scuola materna dopo la ristrutturazione del 1920.
L’ultimo intervento è quello di Alemagna a seguito delle grandi esposizioni del 1871-1881. L’architetto volle la sostituzione della scalinata del Piermarini con una doppia rampa di scale fino ai Bastioni, racchiudendo una cascata d’acqua al suo interno.
Tra il 1890 e il 1915, il parco si arricchì di statue, del Museo Civico di Storia Naturale, del Planetario e del famoso zoo cittadino, chiuso definitivamente nel 1992. Nel 2002 i Giardini pubblici vengono rinominati in onore dello scomparso giornalista Indro Montanelli.
Tra i sentieri dei Giardini
I Giardini pubblici Indro Montanelli nascondono tesori imperdibili:
- Museo di Storia Naturale
- Statua di Indro Montanelli
- Padiglione del Caffè
- Palazzo Dugnani
- Planetario Ulrico Hoepli
Aperto al pubblico dal 1844 in occasione del sesto Congresso degli Scienziati Italiani, il Museo di Storia Naturale rappresenta il gioiello architettonico dei Giardini pubblici Indro Montanelli. Costruito in elegante stile neogotico, ospita dal 1844 una delle collezioni scientifiche più ricche d’Italia con quasi tre milioni di pezzi distribuiti in 23 saloni.

Una statua rende omaggio al giornalista Indro Montanelli. Infatti, all’angolo tra via Manin e piazza Cavour, il 2 giugno 1977, Montanelli fu vittima di un attentato delle Brigate Rosse, proprio nei pressi della panchina dove ogni mattina si fermava prima di recarsi al lavoro presso Il Giornale.

Edificio in stile eclettico, originariamente concepito come cafè-chantant — o, nella tradizione italiana, caffè-concerto — tipico locale della Belle Époque, il Padiglione del caffè dove il pubblico assisteva a spettacoli di varietà gustando cibi e bevande e gustandosi l’atmosfera dei Giardini pubblici Indro Montanelli. Un luogo di intrattenimento vivace e mondano, oggi trasformato in una scuola materna.
Spicca nei Giardini pubblici Indro Montanelli il Palazzo Dugnani. Inizialmente appartenente alla nobile famiglia Cavalchini, fu successivamente acquistata dai Dugnani, diventando un vivace centro culturale della Milano illuminista. Dopo aver ospitato la prima sede del Civico Museo di Storia Naturale, ha accolto il Museo del Cinema, i Laboratori delle Serre e oggi ospita regolarmente mostre temporanee.

In ultimo, una delle architetture principali dei giardini è il Planetario. Inaugurato nel 1930 su iniziativa dell’editore italo-svizzero Ulrico Hoepli, che lo donò alla città, è un esempio di architettura neoclassica firmata da Portaluppi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il sofisticato strumento astronomico fu smontato e nascosto per proteggerlo dai bombardamenti.

Curiosità
La quercia di Montale: Uno degli alberi di maggiore importanza del parco è un maestoso esemplare di quercia rossa americana di circa 200 anni. Si racconta che il poeta Eugenio Montale, quando lavorava come giornalista al Corriere della Sera, amasse rilassarsi sotto la sua chioma durante le pause di lavoro.
Uno zoo a Milano: delle voliere e gabbie per animali allestiti per lo zoo cittadino, chiuso nel 1992, oggi rimane solo il padiglione con le gabbie dei grandi felini, spazio didattico per il museo di storia naturale, e la vasca delle otarie.
Orari di apertura dei Giardini pubblici Indro Montanelli
I Giardini pubblici Indro Montanelli sono sempre gratuitamente aperti. Gli orari variano stagionalmente:
- dalle 6:00 alle 24:00 da aprile a settembre
- dalle 6:00 alle 22:00 da ottobre a marzo
Le attrazioni interne come il Museo di Storia Naturale e il Planetario hanno orari e tariffe specifiche.
Il parco è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: metropolitana linea M1 fermata Porta Venezia o Palestro, numerose linee di autobus e tram. Per chi arriva in auto, sono disponibili parcheggi a pagamento nelle vie limitrofe.
Cosa vedere nei dintorni
Oltre ai tesori nascosti nei Giardini Pubblici Indro Montanelli, il Planetario Hoepli, il più grande d’Italia e il Museo di Storia Naturale, da qui si può iniziare un interessante giro di Milano tra cultura e arte. Se hai voglia di arte che parla al presente, a pochi passi c’è il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea. Qui ogni mostra è una sorpresa: pittura, fotografia, installazioni, video. Il tutto sempre con uno sguardo internazionale e spesso con temi che ti fanno riflettere sul mondo di oggi. E per chiudere in bellezza, a pochi passi c’è la GAM – Galleria d’Arte Moderna, ospitata nella splendida Villa Reale di via Palestro. Dentro trovi capolavori che vanno da Canova a Segantini, in un’atmosfera elegante e senza tempo.
Crediti
Foto di Stefano Stabile, Alessandro Perazzoli, Paolobon140, Ivan Stesso, Lauraderiu,
