Immerso nei Giardini Indro Montanelli di Porta Venezia, il Civico Planetario “Ulrico Hoepli” è il più grande e antico planetario d’Italia. Progettato in stile neoclassico dall’architetto Piero Portaluppi e inaugurato il 20 maggio 1930, fu donato alla città dall’editore svizzero Ulrico Hoepli come omaggio alla sua “patria d’adozione”. Varcare la soglia del Planetario civico significa entrare in un teatro davvero speciale, dove il sipario è una cupola di 20 metri di diametro e gli attori principali sono stelle, pianeti e galassie. Il protagonista assoluto è il proiettore Zeiss Modello IV, installato nel 1968 e ancora oggi perfettamente funzionante: un capolavoro di ingegneria tedesca che assomiglia a un sofisticato robot cilindrico con due grandi sfere luminose.
Cos’è un Planetario?
Il Planetario civico prende il nome strumento “planetario”, un sofisticato sistema di proiezione capace di riprodurre con straordinario realismo e suggestione l’aspetto del cielo stellato e i suoi movimenti. Questo vero e proprio “simulatore di cielo” ottico-meccanico permette di osservare il firmamento così come appare dalla Terra in epoche diverse: nel passato, nel presente e persino nel futuro. Lo strumento si presenta come un traliccio cilindrico mobile, sormontato alle estremità da due grandi sfere. All’interno di ciascuna, una potente lampada illumina una serie di lastre circolari di vetro, annerite tranne nei punti corrispondenti alle stelle, che proiettano le immagini di specifici settori celesti. I proiettori delle stelle più luminose sono collocati su piattaforme circolari tra il traliccio e le sfere, mentre su ogni lastra è montato un obiettivo di proiezione. Una “palpebra” mobile, mantenuta orizzontale da un contrappeso, copre l’obiettivo quando questo si trova al di sotto dell’orizzonte, garantendo una rappresentazione fedele e immersiva del cielo.

La storia del Planetario civico di Milano
La storia del Planetario civico inizia negli anni ’20, quando l’editore svizzero Ulrico Hoepli, appassionato di astronomia e già editore delle opere dell’Osservatorio di Brera, decise di donare alla città di Milano questo straordinario strumento di divulgazione scientifica. L’inaugurazione avvenne il 20 maggio 1930, alla presenza di Benito Mussolini, 1930 con una conferenza dal titolo ”La volta stellata“ tenuta dall’astronomo Cesare Lombardi. Ma le vere stelle dello spettacolo erano già tutte lassù, proiettate sulla cupola da un sofisticato sistema ottico-meccanico tedesco della Zeiss.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il custode Venturi compì un gesto eroico: smontò clandestinamente l’intero planetario e lo nascose nella chiesa del manicomio di Limbiate per proteggerlo dai bombardamenti. Un intuito che si rivelò prezioso quando, nell’agosto del 1943, uno spezzone incendiario danneggiò effettivamente la cupola. Grazie a questo salvataggio, il Planetario civico poté riaprire nel 1949 e continuare la sua missione educativa.
Il momento di gloria arrivò nel 1969, quando il planetario trasmise in esclusiva per l’Italia il filmato dello sbarco dell’uomo sulla Luna, accompagnando gli italiani in quel momento storico che cambiò per sempre il nostro rapporto con lo spazio.
Il teatro delle stelle: programmazione del Planetario
L’offerta del Planetario è ricca e pensata per visitatori di ogni età.
- Osservazioni guidate: rappresentano l’esperienza più classica e coinvolgente del Planetario civico. Seduti comodamente, i visitatori assistono a una “notte” artificiale dove il cielo si accende progressivamente, rivelando costellazioni, pianeti e fenomeni celesti che lasciano senza fiato. È l’occasione perfetta per riscoprire le storie mitologiche legate alle costellazioni e comprendere i movimenti degli astri che i nostri antenati osservavano per orientarsi.
- Spettacoli per bambini e per le scuole trasformano l’astronomia in un’avventura divertente e accessibile. Attraverso un linguaggio semplice ma scientificamente corretto, i giovani esploratori cosmici scoprono i segreti del sistema solare e imparano a riconoscere le costellazioni.
- Spettacoli speciali rappresentano la vera innovazione del Planetario civico moderno: eventi unici dove musica, teatro, cinema e arte dialogano con l’astronomia. Concerti sotto le stelle, reading poetici accompagnati da visioni cosmiche, proiezioni che uniscono arte contemporanea e astrofisica.
- Conferenze a tema: approfondiscono specifici argomenti astronomici con il rigore scientifico dell’Osservatorio di Brera, ma mantenendo sempre un linguaggio accessibile. Dall’evoluzione stellare ai buchi neri, dalle galassie lontane alla ricerca di vita extraterrestre, ogni incontro è un viaggio nell’infinitamente grande guidato da esperti astronomi.
Puoi scoprire di più sul sito ufficiale del Planetario
Visitare il Planetario
Il Civico Planetario Ulrico Hoepli si trova all’interno dei Giardini Pubblici Indro Montanelli in C.so Venezia, 57. L’indirizzo è facilmente raggiungibile con la metropolitana M1 (linea rossa) fermata Palestro.
Orari
Il Planetario civico funziona come un teatro: non ha orari fissi di apertura, ma programma spettacoli specifici. Per conoscere i prossimi eventi in programma consulta la pagina dedicata.
Non è possibile entrare una volta iniziato l’evento.
Biglietti
- Intero: € 5,00
- Ridotto: € 3,00 fino a 18 anni e dai 65 anni; possessori MUSEOCARD abbonamento Civici Musei; dipendenti comunali.
Cosa vedere nei dintorni
Dopo una proiezione sotto la cupola, puoi passeggiare tra i viali alberati dei Giardini Indro Montanelli, magari fermandoti davanti alle serre storiche. All’interno del parco si trova anche il Museo Civico di Storia Naturale, con le sue ricche collezioni di paleontologia, mineralogia, zoologia e botanica, perfetto per proseguire un itinerario all’insegna della scienza.
Uscendo verso Corso Venezia, ti ritrovi nel cuore di Porta Venezia, quartiere elegante e vivace, noto per i palazzi in stile liberty, le gallerie d’arte e i caffè storici. Poco più in là, lungo Corso Buenos Aires, si apre una delle vie commerciali più lunghe d’Europa, ideale per chi vuole unire cultura e shopping.
Se invece preferisci proseguire la giornata in chiave artistica, a breve distanza si trovano Villa Necchi Campiglio, gioiello del razionalismo anni ’30 immerso in un giardino privato. Sempre nelle vicinanze si trova la GAM – Galleria d’Arte Moderna, ospitata nella Villa Reale, con capolavori dell’Ottocento e del primo Novecento.
Crediti
Foto di Paolobon140 e Bovero gerino.
