PAC – Padiglione di Arte Contemporanea

Al PAC di Milano ogni mostra ridisegna lo spazio: un mese le sale si riempiono di colori e suoni, il successivo di opere essenziali e silenziose. Tra queste pareti, però, resta anche la memoria del 1993, quando un’autobomba esplose davanti all’edificio, uccidendo cinque persone e ferendo la città. La ricostruzione ha restituito al padiglione la sua funzione, ma quell’episodio è diventato parte della sua identità. Oggi, ogni allestimento convive con quella storia, intrecciando presente e memoria in un unico racconto.

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Un’architettura per l’arte contemporanea: storia del PAC – Padiglione di Arte Contemporanea

La storia del PAC inizia nel 1947, quando Milano cerca una nuova casa per le sue collezioni d’arte del XX secolo. Il Comune decide di trasformare le ex-scuderie della Villa Reale, distrutte dai bombardamenti del 1943, in uno spazio espositivo all’avanguardia. Nel 1954, l’architetto Ignazio Gardella inaugura quello che diventerà uno dei primi esempi italiani di architettura pensata specificamente per l’arte contemporanea.

Con i suoi 1200 metri quadrati distribuiti su tre livelli, il PAC – Padiglione di Arte Contemporanea si ispira alle migliori kunsthalle europee, creando un dialogo perfetto tra spazio espositivo e giardino circostante. La grande vetrata del primo livello permette alla luce naturale di danzare con le opere, mentre i lucernari del secondo piano offrono un’illuminazione zenitale ideale per la pittura. Il terzo livello, una galleria sopraelevata, completa questo sistema espositivo sofisticato e flessibile.

Ma il 27 luglio 1993, un attentato mafioso distrugge completamente l’edificio, insieme ad altri simboli culturali italiani come gli Uffizi di Firenze. La ricostruzione, completata nel 1996 sempre da Gardella, non cancella quella memoria: oggi ogni mostra del PAC convive con questa storia di rinascita, trasformando il dolore in forza creativa.

Le iconiche mostre del PAC – Padiglione di Arte Contemporanea

Qui non troverete collezioni permanenti nel senso tradizionale, ma un programma espositivo in continua evoluzione che ha fatto la storia dell’arte contemporanea italiana.

Opera di Buren

Le pareti di questo spazio hanno accolto giganti dell’arte internazionale: dalle installazioni concettuali di Daniel Buren alle performance rivoluzionarie di Gina Pane, che negli anni Settanta portarono a Milano le ricerche più innovative dell’arte europea. Il PAC – Padiglione di Arte Contemporanea è stato teatro delle sculture iperrealiste di Duane Hanson, che spiazzavano i visitatori con la loro inquietante verosimiglianza, e delle installazioni poetiche di Pino Pascali, maestro dell’Arte Povera.

Performance Abramovic

Gli anni Ottanta e Novanta hanno visto sfilare nelle sale del PAC artisti che avrebbero ridefinito i confini dell’arte: Marina Abramović con le sue performance estreme, Vanessa Beecroft con i suoi tableaux vivants, fino ad arrivare alle stanze infinite di Yayoi Kusama, che hanno trasformato lo spazio espositivo in un universo di pois e specchi.

Performance Vanessa Beecroft

Più recentemente, il PAC ha dato voce ad artiste politicamente impegnate come Regina José Galindo e Tania Bruguera, ha esplorato la fotografia contemporanea attraverso gli obiettivi di Armin Linke, e ha celebrato l’arte giapponese con progetti dedicati al corpo e alla performance.

Dal 25 novembre 2025 all’8 febbraio 2026, il PAC ospiterà “INDIA. Di bagliori e fughe”, una grande collettiva che porterà a Milano la vibrante scena artistica contemporanea indiana, mescolando tradizione millenaria e sperimentazione digitale attraverso installazioni, pittura, fotografia e videoarte.

Per rimanere aggiornati sulle esposizioni temporanee del PAC, consultare il calendario sul sito ufficiale.

Visitare il PAC- Padiglione di Arte Contemporanea

Orari

Le esposizioni sono visitabili da martedì a domenica, dalle ore 10—19:30. Ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura
Tutti i giovedì l’orario di visita è prolungato fino alle 22:30
Lunedì chiuso

Biglietti

Intero € 8,00

Ridotto speciale € 6,50

Ridotto speciale € 4,00

Per informazioni circa riduzioni, gratuità e altre agevolazioni consultare la sezione dedicata all’interno del sito ufficiale.

Come arrivare

Se viaggiate in metropolitana, le stazioni più vicine sono Palestro (linea M1 rossa) e Turati (linea M3 gialla), entrambe a pochi minuti a piedi dal museo.

Per chi preferisce l’autobus, le linee 94 e 61 fermano in via Senato, mentre il tram 1 vi porta direttamente a Piazza Cavour.

Cosa vedere nei dintorni

A pochi passi dal PAC – Padiglione di Arte Contemporanea si trova la Galleria d’Arte Moderna, ospitata nella magnifica Villa Reale, dove potrete ammirare capolavori dell’Ottocento e del primo Novecento, creando un perfetto dialogo temporale con l’arte contemporanea appena vista.

All’interno degli stessi Giardini Pubblici Indro Montanelli, il Museo di Storia Naturale vi aspetta con le sue collezioni di paleontologia e zoologia, ideale per famiglie con bambini o per chi vuole scoprire i segreti della natura lombarda.

Per gli amanti dello shopping di lusso, una passeggiata di dieci minuti vi porta nel celebre Quadrilatero della Moda, con via Montenapoleone e via della Spiga, dove tradizione sartoriale italiana e design contemporaneo si incontrano nelle vetrine più eleganti d’Europa.

Se il tempo lo permette, concedetevi una camminata verso il centro: in meno di quindici minuti potrete raggiungere Piazza Duomo con la sua maestosa cattedrale gotica, il leggendario Teatro alla Scala, tempio mondiale dell’opera lirica, e il raffinato Museo Poldi Pezzoli, con la sua preziosa collezione di arte decorativa.

Crediti

Foto di Artontheundergroundlondon, Marina Abramović and the CODA Museum, 
Lizzy Shaanan Pikiwiki Israel
, GuzonjinSin.