Museo del Risorgimento, tracce di storia italiana

Il Museo del Risorgimento di Milano, ospitato nelle eleganti sale di Palazzo Moriggia, è un luogo dove la storia dell’Italia unita prende forma attraverso oggetti, documenti e opere d’arte. Qui, tra uniformi, stampe e cimeli, si incontra anche un reperto che colpisce immediatamente: il primo tricolore italiano. Non è esposto come semplice reliquia, ma come parte di un racconto che accompagna il visitatore lungo le tappe fondamentali dell’Ottocento, tra fermenti politici, battaglie e ideali di indipendenza.

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Storia del Museo del Risorgimento: un tesoro di memoria collettiva

La storia del Museo del Risorgimento inizia nel 1884, quando il sindaco Gaetano Negri ebbe un’intuizione geniale: raccogliere e conservare le testimonianze di quell’incredibile stagione di trasformazione che fu il Risorgimento italiano. I cittadini milanesi risposero con entusiasmo, donando lettere, uniformi, armi e ricordi di famiglia che altrimenti sarebbero andati perduti.

Il primo grande debutto avvenne a Torino, durante l’Esposizione Generale del 1884, alla presenza dei Reali d’Italia. L’anno seguente, la collezione trovò casa nei Giardini Pubblici di Milano, per poi trasferirsi nel 1896 alla suggestiva Rocchetta del Castello Sforzesco. Qui il museo fiorì, arricchendosi di oltre 5.000 opere e trasformandosi in un vero centro di ricerca grazie alla creazione di biblioteca e archivio.

Cimeli di Mazzini al Museo del Risorgimento

Tra le acquisizioni più importanti ci furono le carte di Carlo Cattaneo e Agostino Bertani, l’Archivio della Guerra (1925) e il fondo Achille Bertarelli (1922), con 40.000 unità librarie e numerose stampe. Nel 1923 arrivarono anche le insegne con cui Napoleone Bonaparte fu incoronato re d’Italia, e nel 1935 lo stendardo della Legione Lombarda dei Cacciatori a Cavallo, considerato il primo tricolore italiano.

I bombardamenti del 1943 segnarono una svolta drammatica: parte delle collezioni andò distrutta e l’edificio fu gravemente danneggiato. Ma Milano non si arrese. Nel dopoguerra, il Museo del Risorgimento rinacque in Palazzo Moriggia, dove dal 1963 continua a raccontare la straordinaria avventura dell’Unità d’Italia, dal periodo napoleonico fino alla breccia di Porta Pia del 1870, lasciando la storia più recente al Museo di Storia Contemporanea di Palazzo Morando.

Sulle orme della storia: itinerario al Museo del Risorgimento

Il percorso permanente del Museo del Risorgimento si sviluppa in 14 sale, seguendo un ordine cronologico che va dalle campagne napoleoniche all’Unità d’Italia, con un’attenzione particolare alla pittura romantica lombarda.

Napoleone e l’Austria

Nelle prime due sale, dedicate all’epoca napoleonica, ti troverai faccia a faccia con un pezzo di storia autentica: la Bandiera della Legione Lombarda dei Cacciatori a Cavallo. Questo non è un semplice pezzo di stoffa, ma il primo tricolore che sventolò sui campi di battaglia. Verde, bianco e rosso comparvero per la prima volta ad Arcole nel 1796, quando i volontari italiani combattevano al fianco dei francesi contro l’Austria.

La cospiratrice di Appiani jr. al Museo del Risorgimento

Le sale III e IV ti immergono nell’atmosfera opprimente della Restaurazione austriaca. Qui scoprirai come l’arte divenne veicolo di messaggi politici nascosti. “La cospiratrice” di Andrea Appiani Jr. appare come un innocuo ritratto femminile, ma nasconde in realtà un potente messaggio di resistenza. Accanto, il manifesto di condanna di Silvio Pellico e dei suoi compagni dello Spielberg ti ricorderà il prezzo altissimo pagato da chi osò sognare l’indipendenza.

Manifesto di condanna di Pellico al Museo del Risorgimento

Dalle Cinque giornate all’Unità nazionale

Il cuore pulsante del Museo del Risorgimento sono le sale V-VII, dedicate alle celebri Cinque Giornate milanesi del 1848. Qui la storia prende vita attraverso stampe vivaci, armi ancora lucenti e dipinti che catturano l’emozione di quei giorni indimenticabili quando Milano insorse contro l’oppressore austriaco. Ogni oggetto esposto ti racconta di barricate improvvisate, di cittadini comuni trasformati in eroi, di una città che sognava la libertà.

Nelle sale successive, non perdere “Venezia che spera” di Andrea Appiani Jr., un capolavoro presentato a Brera nel 1861 che raffigura la città lagunare in attesa della liberazione. Ma l’opera che più colpisce è il ritratto di Garibaldi dipinto da Gerolamo Induno: l’Eroe dei Due Mondi è ritratto in un momento di riflessione, lo sguardo perso verso un orizzonte che sembra promettere nuove avventure. È un’immagine potente che cattura l’essenza di un uomo che ha cambiato la storia.

Garibaldi by Induno al Museo del Risorgimento

Il percorso del Museo del Risorgimento si conclude nelle sale XIII-XIV con la celebrazione dell’Unità d’Italia. “La presa di Porta Pia” di Carlo Ademollo immortala il momento storico del 20 settembre 1870, quando i Bersaglieri entrarono a Roma sancendo la fine del potere temporale dei papi. È il grande finale di un’epopea che ha trasformato per sempre l’Italia.

Informazioni pratiche per visitare il Museo del Risorgimento

Il Museo del Risorgimento è aperto e l’ingresso è gratuito:

  • Da martedì a domenica: 10:00 – 17:30 (ultimo ingresso alle 17:00)

La biblioteca e l’archivio delle Civiche Raccolte Storiche sono aperti:

  • Da lunedì a venerdì: 9:30 – 16:30

Per eventi, mostre temporanee e attività didattiche, consulta la sezione dedicata sul sito ufficiale del Museo del Risorgimento.

Come arrivare al Museo del Risorgimento

Palazzo Moriggia si trova in Via Borgonuovo, nel centro storico di Milano, a pochi passi dal Quadrilatero della Moda e da Brera.

  • Metro: M2 Lanza (10 minuti a piedi), M3 Montenapoleone (5 minuti a piedi)
  • Tram: linea 1, fermata Montenapoleone
  • Bus: linee 85 (fermata Via Fatebenefratelli/Corso di Porta Nuova) e 94 (fermata Piazza Cavour)

Cosa vedere nei dintorni del Museo del Risorgimento

A pochi passi troverai l’Orto Botanico di Brera, un’oasi verde nascosta dove concederti una pausa rilassante tra piante rare e atmosfere suggestive.

La celebre Pinacoteca di Brera è praticamente dietro l’angolo, con i suoi capolavori di Mantegna, Caravaggio e Hayez che dialogano perfettamente con le collezioni del Museo del Risorgimento. Per gli amanti dell’arte decorativa, il Museo Poldi Pezzoli offre una raffinata collezione privata in un palazzo storico di grande fascino.

Non perdere il Museo Bagatti Valsecchi, una dimora-museo che racconta il gusto eclettico dell’aristocrazia milanese dell’Ottocento, completando il tuo viaggio nella Milano che ha fatto l’Italia.

Crediti

Foto di Phyrexian, Stefano Stabile, Ivan Stesso.