Casa Museo Boschi Di Stefano: storia dell’arte tra le mura di una casa

La Casa Museo Boschi Di Stefano è uno di quei luoghi che, una volta scoperti, restano impressi nella memoria. Non è un museo tradizionale: qui l’arte vive negli ambienti in cui è stata amata, scelta e collezionata. Siamo al secondo piano di una palazzina di via Jan 15, progettata tra il 1929 e il 1931 da Piero Portaluppi, maestro dell’architettura milanese. Entrare significa varcare la soglia dell’appartamento di una coppia di collezionisti, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, che ha dedicato la vita a sostenere e promuovere l’arte contemporanea italiana.

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Un appartamento aperto a tutti: storia della Casa Museo Boschi Di Stefano

Situata al secondo piano di un elegante palazzo progettato dal celebre architetto Piero Portaluppi tra il 1929 e il 1931, la Casa Museo Boschi Di Stefano racconta una storia d’amore: quella tra Antonio Boschi, Marieda Di Stefano e l’arte contemporanea italiana.

Non erano semplici collezionisti, ma veri “militanti” dell’arte. Dagli anni Venti agli anni Settanta, questa coppia visionaria ha saputo riconoscere e sostenere talenti emergenti, spesso acquistando opere quando gli artisti muovevano i primi passi nel mondo dell’arte. La loro casa divenne un punto di riferimento per intellettuali e artisti dell’epoca.

Nel 2003, grazie alla Fondazione Boschi Di Stefano, questo appartamento privato si è trasformato in un museo pubblico unico nel suo genere. Qui l’arte non è esposta in sterili sale museali, ma vive negli ambienti domestici originali, mantenendo l’atmosfera intima di una vera casa abitata.

I capolavori della Casa Museo

La collezione è stata opera comune di mia moglie Marieda e mia, e perciò la denominazione Boschi Di Stefano non è un omaggio reso alla memoria della mia compagna, ma corrisponde alla realtà. La collezione è stata un’opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte.
Antonio Boschi, 1974

Oggi, circa 300 opere delle oltre 2.000 raccolte sono esposte in undici sale, seguendo un criterio cronologico e qualitativo curato da Maria Teresa Fiorio. È un percorso che racconta il Novecento italiano, ma anche il gusto e la visione di due collezionisti fuori dal comune. La Casa Museo Boschi Di Stefano custodisce due nuclei principali. Il primo, degli anni Venti e Trenta, proviene in gran parte dalla Galleria Milano, frequentata dai collezionisti più tradizionali, e dalle gallerie Il Milione e Della Spiga, più aperte alle avanguardie. Qui si trovano molte opere del Novecento Italiano e del gruppo di Corrente.

Sala della Casa Museo Boschi Di Stefano

Il secondo nucleo, dal secondo dopoguerra in poi, nasce dal rapporto diretto con gli artisti. Antonio e Marieda acquistavano opere realizzate nel presente, spesso sostenendo giovani talenti. Questa scelta ha dato alla collezione un carattere vivo e militante, capace di raccontare l’arte italiana mentre accadeva.

I ritratti e le prime sale

Il percorso nella Casa Museo Boschi Di Stefano inizia con i ritratti dei coniugi e le ceramiche realizzate da Marieda, che oltre a collezionista fu artista. Questo incipit personale introduce perfettamente lo spirito della casa, dove vita privata e passione artistica si fondevano.

Bagno della Casa Museo Boschi Di Stefano

Da qui, un corridoio con tele di Gino Severini e Umberto Boccioni introduce alla “Sala del Novecento Italiano”, dove spiccano opere di Achille Funi, Mario Marussig, Leonardo Dudreville, Carlo Carrà e Felice Casorati. È un’immersione nei linguaggi pittorici che hanno segnato l’inizio del secolo.

La sala Sironi e il Gruppo di Corrente

La “Sala Sironi” rappresenta uno dei momenti più intensi della visita alla Casa Museo Boschi Di Stefano. Interamente dedicata a Mario Sironi, ospita dipinti di grande impatto emotivo che dialogano armoniosamente con le sculture di Arturo Martini, creando un’atmosfera di straordinaria potenza espressiva.

Una delle sale della Casa Museo Boschi Di Stefano

Proseguendo, si incontra il Gruppo di Corrente con sette opere di Renato Birolli e altrettante di Renato Guttuso, affiancate da sei tele di Filippo de Pisis e dalle celebri nature morte di Giorgio Morandi, caratterizzate da quella poetica del silenzio che le ha rese immortali.

Gli Italiens de Paris e Fontana

Un piccolo corridoio dedicato ai Chiaristi introduce alla sala degli “Italiens de Paris”, dove brillano le opere di Massimo Campigli, l’Annunciazione (1932) di Alberto Savinio, i lavori di Mario Tozzi e La scuola dei gladiatori (1928) di Giorgio de Chirico. Qui la pittura italiana incontra le avanguardie europee in un dialogo affascinante.

De Chirico alla Casa Museo Boschi Di Stefano

Il punto culminante è la “Sala Fontana”: venti opere di Lucio Fontana raccontano l’evoluzione della ricerca spazialista attraverso i celebri tagli, buchi e superfici che hanno rivoluzionato l’arte contemporanea. Le ultime due stanze chiudono il percorso con post-cubisti picassiani, spazialisti, nucleari e informali, fino ai celebri Achrome di Piero Manzoni, che proiettano il visitatore verso l’arte concettuale e offrono uno sguardo al futuro dell’arte italiana.

Informazioni per la visita

Visitare la Casa Museo Boschi Di Stefano è gratuito e non richiede prenotazione.

Orari di apertura:

  • Da martedì a domenica: 10:00 – 17:30 (ultimo ingresso alle 17:00)
  • Chiuso il lunedì

Come arrivare alla Casa Museo Boschi Di Stefano

L’indirizzo è Via Giorgio Jan 15, Milano. La zona è ben servita dai mezzi pubblici:

  • Metropolitana: M1 (rossa) fermata Lima; M2 (verde) fermata Loreto
  • Tram: linee 33 e 5, fermata Porta Venezia/Viale Tunisia
  • Autobus: linee 60 e 81, fermata Via Plinio/Piazzale Bacone
  • Passante ferroviario: linee S1, S2, S5, S6, S12, S13, fermata Porta Venezia

Cosa vedere nei dintorni

La posizione della Casa Museo Boschi Di Stefano è perfetta per chi desidera scoprire altre sfaccettature di Milano. A breve distanza si erge la maestosa Stazione Centrale, capolavoro dell’architettura monumentale degli anni Trenta e punto di partenza ideale per esplorare la città e la regione.

Poco più in là si aprono i Giardini Indro Montanelli, il parco più antico di Milano, luogo ideale per una passeggiata rilassante tra alberi secolari; al loro interno si trovano anche il Museo di Storia Naturale e il Planetario Hoepli, mete affascinanti per famiglie e appassionati di scienza. Chi ama lo shopping può raggiungere in pochi minuti Corso Buenos Aires, una delle vie commerciali più lunghe d’Europa, dove boutique e negozi si susseguono senza sosta. Infine, il vicino quartiere di Porta Venezia accoglie con la sua atmosfera vivace e multiculturale, ricca di ristoranti, caffè e gallerie indipendenti, perfetto per concludere la giornata tra sapori e creatività.

Crediti

Foto di Saggittarius A, AleGo1980, Paolo Mastromo, Inesanna