Palazzo Litta, la sala da ballo meneghina

Capolavoro barocco, nel Palazzo Litta sopravvive la trama di storie dinastiche delle famiglie aristocratiche meneghine attraverso architettura raffinata e decorazioni ricercate.

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Le dinastie di Palazzo Litta

La storia di Palazzo Litta inizia tra il 1642 e il 1648, quando il conte Bartolomeo Arese progettò di stabilirsi in una ricca dimora meneghina. Sotto il dominio spagnolo, Bartolomeo Arese era una delle personalità più influenti di Milano. Proveniente da una famiglia di giuristi, aveva raggiunto l’apice della carriera pubblica diventando Presidente del Senato nel 1660.

Tutto ciò spiega la possibilità e la necessità al contempo di affidare i lavori riguardanti la propria dimora ad un architetto “in voga” come Francesco Maria Richini, detto Ricchino.

Il progetto originale di Palazzo Litta prevedeva l’ampliamento di un edificio preesistente in modo da adeguarlo al prestigio sociale del proprietario. I lavori proseguirono per oltre trent’anni, interrompendosi solo nel 1674 con la morte di Bartolomeo Arese. Il conte, non avendo eredi maschi, lasciò il palazzo alle figlie, sposate rispettivamente con discendenti delle famiglie Visconti e Borromeo. In effetti, tre anni prima di morire, nel 1671, Arese aveva istituito un fedecommesso contenente l’obbligo che il palazzo fosse abitato esclusivamente da un Visconti o da un suo erede.

Nel 1750, con la morte di Giulio Visconti Borromeo Arese, la proprietà passò alle marchese Elisabetta e Paola, maritate con i marchesi Pompeo e Antonio Litta. Da qui nasce la denominazione attuale e la celebre dinastia Litta-Visconti-Arese, che diede il nome definitivo al palazzo.

Mori che reggono lo stemma familiare a Palazzo Litta

Venduto all’asta nel 1873 a causa di un dissesto finanziario della famiglia Litta, il Palazzo Litta fu rilevato dalla Società Ferroviaria Alta Italia per passare poi alle Ferrovie Italiane nel 1905, diventando quindi proprietà del Demanio dello Stato. Dal 1996 il complesso è uscito dalle disponibilità delle Ferrovie per rientrare completamente nel patrimonio indisponibile dello Stato.

Il gioiello barocco di Corso Magenta

L’aspetto attuale di Palazzo Litta è il risultato di due fasi costruttive distinte. Il nucleo originario del Richini presenta il caratteristico cortile quadrato circondato da eleganti porticati su tutti i lati, mentre la facciata su Corso Magenta, opera di Bartolomeo Bolli, rappresenta un capolavoro del rococò lombardo.

La facciata colpisce immediatamente per le sue decorazioni elaborate: due statue di mori reggono lo stemma della famiglia Litta, mentre le finestre sono sormontate da ricche cimase curve decorate con cartelle, conchiglie e festoni. I balconcini del primo piano di Palazzo Litta, sostenuti da eleganti fregi, aggiungono movimento e grazia all’insieme architettonico.

All’interno, lo scalone progettato da Carlo Giuseppe Merlo conduce al piano nobile del Palazzo attraverso una struttura “a tenaglia” in granito di Baveno. Gli ambienti di rappresentanza includono il celebre Salone degli Specchi, il salotto rosso e quello giallo, caratterizzati da preziosi tessuti parietali e ricche dorature.

Le decorazioni pittoriche, affidate principalmente alla bottega di Giovanni Antonio Cucchi, fanno di Palazzo Litta il meglio del rococò lombardo. Cucchi affrescò sulla volta della maestosa sala da ballo del Palazzo, la sala degli Specchi, la grande scena raffigurante nientemeno che l’Apoteosi di un Litta.

Curiosità su Palazzo Litta

Un rifugio sfarzoso: all’interno del palazzo vigeva il diritto d’asilo, per cui nessuno poteva essere arrestato senza il consenso del proprietario, rendendo la dimora un vero e proprio santuario per i fuggiaschi.

Teatro più antico di Milano: Palazzo Litta ospita il più antico teatro ancora in attività a Milano, che utilizza anche il suggestivo teatrino settecentesco affacciato sul cortile dell’Orologio.

I grandi balli: la dimora fu teatro di memorabili ricevimenti per personalità del calibro di Maria Teresa d’Austria, Eugenio Beauharnais e persino Napoleone Bonaparte. Il lussureggiante giardino Arese, che un tempo si estendeva fino ai bastioni del Castello Sforzesco, ospitava questi eventi mondani che hanno fatto la storia dell’aristocrazia europea

Un falso Leonardo: per molti anni si è pensato che la Madonna Litta, oggi diffusamente attribuito a Giovanni Antonio Boltraffio, fosse opera del suo maestro Leonardo da Vinci. Nel 1865 dal conte Antonio Litta Visconti Arese allo zar Alessandro II che la destinò al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, che tuttora la espone tra i capolavori delle sue collezioni

Visitare Palazzo Litta

Attualmente Palazzo Litta non è regolarmente aperto al pubblico, essendo sede del Segretariato regionale del Ministero della Cultura per la Lombardia e della Soprintendenza archeologica. Tuttavia, vengono organizzate aperture straordinarie durante eventi speciali

Come arrivare

Palazzo Litta si trova in Corso Magenta 24, raggiungibile:

  • Metropolitana: M1, M2 fermata Cadorna
  • Tram: 1, 5 fermata Corso Magenta/Via Nirone

Cosa vedere nei dintorni

Nei pressi si può scoprire la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, considerata la “Cappella Sistina di Milano”: un gioiello rinascimentale dove gli affreschi di Bernardino Luini ricoprono interamente le pareti, creando un’atmosfera unica. L’impianto architettonico, pensato per la clausura, rende la visita ancora più suggestiva. Poco distante, il Teatro Dal Verme accoglie con la sua elegante struttura ottocentesca. Qui si sono svolti grandi eventi musicali e culturali che hanno segnato la storia della città, e ancora oggi la sua sala dall’acustica impeccabile è un punto di riferimento per concerti e spettacoli. Infine, non può mancare una tappa al Castello Sforzesco, simbolo indiscusso di Milano. Le sue merlate, i sotterranei e la celebre Pietà Rondanini di Michelangelo permettono di compiere un vero viaggio nella storia e nell’arte, rendendo la visita un’esperienza imperdibile.

Crediti

Foto di Chabe01, Giovanni Dall’Orto.