Situato nel cuore del Quadrilatero della moda, Palazzo Belgioioso è una delle punte di diamante di Giuseppe Piermarini per il nuovo volto neoclassico di Milano.
Il progetto culturale dietro Palazzo Belgioioso
La storia di Palazzo Belgioioso inizia nel 1772, quando il principe Alberico Barbiano di Belgiojoso ideò il progetto di una residenza che rispecchiasse il nuovo gusto in voga nelle principali città europee: il neoclassicismo. Per rendere la sua idea una realtà chiamò l’architetto più alla moda del tempo, che stava già ridisegnando il volto di Milano proprio secondo i canoni dell’architettura neoclassica: Giuseppe Piermarini.

Il cantiere di Palazzo Belgioioso iniziò nel 1772 e già 15 anni dopo, nel 1787, il principe di Belgioioso, appassionato collezionista di libri e opere d’arte, diede il via alla vita culturale tra le stanze del palazzo. Tra le mura sorse, infatti, un vero e proprio salotto culturale: si tennero conversazioni memorabili con Giuseppe Parini, il poeta che rivoluzionò la letteratura italiana con “Il Giorno“, e Ugo Foscolo, autore dei celebri “Sepolcri”.
La maestria del Piermarini a Palazzo Belgioioso
L’architettura di Palazzo Belgioioso riflette il talento di Giuseppe Piermarini, che si ispirò al modello della Reggia di Caserta di Luigi Vanvitelli. Le facciate simmetriche del palazzo presentano un ritmo armonioso scandito da venticinque finestre e tre portoni d’ingresso, creando un effetto di equilibrio e grandiosità tipico del neoclassicismo
Il piano nobile custodisce alcuni dei più preziosi tesori artistici del palazzo. Le sale, infatti, sono impreziosite dagli raffinati stucchi dorati di Giocondo Albertolli, maestro dell’ornamentazione neoclassica, e dagli affreschi di Martin Knoller, pittore austriaco, che narrano episodi della “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso.
Un elemento architettonico di particolare fascino è la scala secondaria situata nel portico verso piazza Belgioioso. Questa scala, che si sviluppa fino al secondo piano, è caratterizzata da un elegante parapetto in ferro battuto che rappresenta un perfetto esempio dello stile di transizione tra il barocco fiorito e il neoclassico. La cappella del palazzo, realizzata dall’architetto Simone Cantoni nel 1787, completa questo straordinario monumento architettonico.
Curiosità
Set cinematografico: nel 1973 l’edificio sbarcò sul grande schermo grazie al film Le cinque giornate, con Adriano Celentano.
Le tristi vicende di Tangentopoli: la storia più drammatica legata al palazzo risale al 23 luglio 1993, quando Raul Gardini, noto imprenditore ravennate coinvolto nell’inchiesta di Tangentopoli, fu trovato morto suicida all’interno dell’edificio
Il primo monumento dedicato a una donna: dal 2021 in Piazza Belgioioso è stata eretta la prima statua in tutta Milano dedicata a una donna, Cristina Trivulzio di Belgioioso, celebre patriota e scrittrice.
Aperture di Palazzo Belgioioso
Palazzo Belgioioso è oggi parzialmente adibito a uffici, il che limita l’accesso pubblico alle sue sale storiche. Per le visite è generalmente necessario contattare preventivamente gli uffici competenti o verificare se sono previste aperture speciali durante eventi culturali.
Cosa fare nei dintorni di Palazzo Belgioioso
Affacciata sulla stessa piazza di Palazzo Belgioioso, Casa Manzoni racconta i primi anni di vita di Alessandro, che proprio tra queste mura e tra i racconti del quartiere trovò ispirazione per le sue opere. Poco distante, passeggiando per le vie del centro, si incontra la Casa degli Omenoni, con gli otto colossi scolpiti che sorreggono la facciata: un capolavoro unico del Rinascimento milanese che non passa inosservato. Proseguendo, ci si ritrova davanti al Palazzo Marino, elegante opera di Galeazzo Alessi che dal 1861 ospita l’amministrazione comunale e domina con la sua imponenza Piazza della Scala. Proprio lì accanto si apre il Teatro alla Scala, tempio mondiale della musica e dell’opera, i cui interni custodiscono la memoria culturale e sociale della città.
E per concludere la passeggiata, nulla di meglio che fermarsi al Caffè Cova, istituzione milanese dal 1817, dove ci si concede una pausa dolce e raffinata, immersi in un’atmosfera di eleganza senza tempo.
Crediti
Foto di Geobia e Congolandia.g
