Ambizioso progetto dell’archistar Stefano Boeri, il Bosco Verticale ha sconvolto lo skyline milanese aggiungendovi una “casa di alberi” abitata da uomini.
L’idea all’origine del Bosco Verticale
L’idea rivoluzionaria del Bosco Verticale nacque all’architetto Stefano Boeri nell’aprile 2007 durante un viaggio a Dubai. Boeri, allora direttore della prestigiosa rivista Domus, rimase colpito dalla visione di una “città minerale” fatta di grattacieli riflettenti che generavano calore e inquinamento. Da questa esperienza maturò il concept del Bosco Verticale, un’architettura “a dimensione di albero”, dove l’uomo diventa ospite discreto in una casa pensata per alberi, uccelli e natura.


Inaugurato nel 2014 nel cuore del quartiere Porta Nuova, il Bosco Verticale ha segnato una svolta nell’urbanistica milanese, trasformando un’area industriale dismessa in un modello di rigenerazione urbana sostenibile. Il progetto si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione che ha interessato Milano in vista di Expo 2015, diventando simbolo della capacità italiana di coniugare innovazione e rispetto ambientale.
Il progetto sostenibile del Bosco verticale
Le due torri residenziali del Bosco Verticale, alte rispettivamente 110 e 76 metri, ospitano un ecosistema verticale unico al mondo. La struttura accoglie 800 alberi di alto fusto, 4.500 arbusti e oltre 20.000 piante appartenenti a circa 100 specie diverse, accuratamente selezionate in base all’esposizione solare delle facciate durante la giornata.

La distribuzione della vegetazione sulle facciate del Bosco Verticale segue criteri scientifici precisi, studiati da Boeri con un team di botanici: le specie sempreverdi sono posizionate sui lati sud-ovest per garantire protezione dal sole estivo, mentre le piante caducifoglie occupano le facciate nord-est, permettendo il passaggio della luce invernale. Ogni appartamento, dalle dimensioni variabili da 60 a 400 metri quadri, ospita almeno 2 alberi, 8 arbusti e 40 piante, garantendo ai residenti un contatto costante con la natura e conseguente benessere psicofisico.
Il Bosco Verticale genera benefici ambientali straordinari: assorbe 30 tonnellate di CO₂ all’anno, produce 19 tonnellate di ossigeno, riduce l’inquinamento acustico e le polveri sottili, contribuendo significativamente al miglioramento della qualità dell’aria milanese.
Curiosità sul Bosco Verticale
Giardinieri volanti: la manutenzione del verde è affidata ai suggestivi “Flying Gardeners”, giardinieri professionisti che, equipaggiati con corde, caschi e imbracature, scalano le torri come alpinisti urbani per potare e curare la vegetazione
Una nursery botanica: al 2010, tutte le specie destinate al Bosco Verticale sono state pre-coltivate in una nursery specializzata presso il vivaio Peverelli, vicino a Como, per abituarle gradualmente alle condizioni di vita verticale.
Il grattacielo più bello del mondo: Il 19 novembre 2014 il Bosco Verticale è risultato vincitore dell’International Highrise Award, competizione internazionale a cadenza biennale per l’assegnazione del premio di grattacielo più bello del mondo
Informazioni pratiche
Il Bosco Verticale è un complesso residenziale privato e non è accessibile internamente ai visitatori. Tuttavia, è possibile ammirarlo da vicino passeggiando nella Biblioteca degli Alberi, il parco pubblico che si estende ai piedi delle torri.
L’edificio facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: la stazione della metropolitana più vicina è Garibaldi FS (linee M2 e M5), a soli 5 minuti a piedi.
Cosa vedere nei paraggi del Bosco Verticale
Dal Bosco verticale, in pochi minuti a piedi, si arriva a Corso Como: un tempo era l’inizio della strada che portava a Como, oggi invece è il regno dello shopping di design e della movida, perfetto per un caffè o un aperitivo. Proseguendo, non può mancare una sosta in Piazza Gae Aulenti, cuore pulsante di Porta Nuova: una piazza circolare e sopraelevata, circondata da grattacieli come la Torre UniCredit e animata da una fontana interattiva che di sera diventa spettacolare. Se hai voglia di chiudere l’itinerario con un tocco d’arte, il Museo della Permanente è la tappa giusta: una collezione storica con centinaia di dipinti, sculture, disegni e incisioni che raccontano la tradizione artistica milanese.
