Cantiere del Bramante, la Basilica di Santa Maria delle Grazie rappresenta uno dei tesori più preziosi di Milano, custodendo il capolavoro assoluto dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

Tappe storiche della Basilica di Santa Maria delle Grazie
La storia della Basilica di Santa Maria delle Grazie inizia nel 1460, quando il conte Gaspare Vimercati, comandante delle truppe sforzesche, donò ai padri domenicani del convento di Sant’Apollonia di Pavia un terreno situato a Milano. Qui si trovavano due modeste costruzioni: una ospitava le truppe del Vimercati, l’altra era una cappella decorata all’interno con un affresco che raffigurava la Madonna, detta delle Grazie.
I lavori per l’edificazione della Chiesa e del convento iniziarono nel 1463 sotto la guida di Guiniforte Solari. Il convento fu completato, almeno nelle sue parti essenziali, nel 1469, mentre la chiesa era terminata nel 1482. Tuttavia, la vera svolta architettonica avvenne nel 1492, quando Ludovico il Moro, signore di Milano, decise di trasformare radicalmente il progetto originale.
All’indomani dello sfarzoso matrimonio con Beatrice d’Este, il Moro decise l’erezione di un monumento che inserisse Milano nella lista delle corti più ricche e aggiornate della penisola, come Firenze, Ferrara, Mantova, Urbino, Venezia. Per realizzare questo sogno, convocò nientemeno che Donato Bramante da Urbino, uno dei più grandi architetti del Rinascimento. Bramante, oltre a erigere un nuovo coro, abbatté l’abside della chiesa solariana e creò una magnifica cupola che doveva diventare il mausoleo della famiglia Sforza.
La Basilica di Santa Maria delle Grazie attraversò momenti difficili durante l’epoca napoleonica, quando molte opere d’arte furono requisite dalle truppe francesi. L’Incoronazione di spine di Tiziano si trova ancora oggi al Louvre di Parigi. Dopo la soppressione del convento nel 1799, la chiesa fu trasformata in caserma militare prima di essere restaurata nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Luca Beltrami.
I capolavori artistici ed architettonici della Basilica di Santa Maria delle Grazie
L’interno della chiesa rivela una rigorosa impostazione geometrica, ricca di precisi rapporti proporzionali che testimoniano la maestria degli architetti rinascimentali. La decorazione pittorica, realizzata tra il 1482 e il 1486 da Montorfano e Butinone, comprende disegni geometrici, rosoni, fiamme e tondi con figure di santi e beati domenicani.
La tribuna del Bramante
Il capolavoro architettonico della Basilica di Santa Maria delle Grazie è senza dubbio la tribuna bramantesca. Bramante utilizzò la larghezza delle tre navate come misura-base della cupola, creando sui lati del cubo quattro grandiose arcate raccordate da pennacchi che sostengono l’intera struttura. Le arcate laterali si curvano in nicchioni con catini a lacunari, mentre da quella di fondo si allunga il piccolo presbiterio.

La decorazione a graffito, scoperta all’inizio dell’Ottocento sotto gli affreschi seicenteschi e restaurata più volte (l’ultimo intervento nel 1984-87), rappresenta la serie più completa e importante che si conosca in Lombardia. Nella calotta della tribuna, tra i sedici oculi, troviamo busti di santi domenicani ed emblemi religiosi, mentre sopra la cornice una decorazione con nastri, corone ed emblemi sforzeschi celebra la committenza ducale.
Il Coro Bramantesco
Il coro, coperto da una volta ottagonale ad ombrello, custodisce sei grandi figure di santi domenicani a graffito scoperte durante i restauri del 1935-36. Attraverso una porticina si accede al chiostrino bramantesco quadrato a cinque arcate, con capitelli rinascimentali e volte a crociera con peducci inseriti nei muri.
Le Cappelle Gentilizie
Lungo le navate della Basilica di Santa Maria delle Grazie si trovano quattordici cappelle utilizzate dalle più importanti famiglie milanesi come luogo di sepoltura e preghiera privata. Tra le più significative: la Cappella di Santa Corona, dove si trovava l’Incoronazione di spine dipinta da Tiziano intorno al 1542, e le cappelle decorate da Gaudenzio Ferrari.

Da destra a sinistra sono:
- Cappella della Vergine adorante, o Della Torre
- Cappella di S. Martino De Porres
- Cappella degli Angeli, o Marliani
- Cappella di Santa Corona
- Cappella di San Domenico
- Cappella di San Vincenzo Ferrer, o degli Atellani
- Cappella di San Giovanni Battista
- Cappella di Santa Caterina, o Bolla
- Cappella di San Giovanni Evangelista
- Cappella di San Giuseppe
- Cappella della Vergine delle Grazie
La sacrestia vecchia
Nel braccio nord, edificata dal Bramante per volere di Ludovico il Moro, si accede tramite un portale con stipiti e architrave in marmo sormontato da una lunetta del Bramantino raffigurante la “Madonna col Bambino fra i Ss. Giacomo e Luigi IX di Francia“. Entrando ci si trova in un vano rettangolare con abside semicircolare, che ricorda un oratorio più che una sacrestia. Sono bellissime le due lunghe fila di armadi che ricoprono senza pause la base delle due pareti maggiori. Il diploma con cui il Moro nel 1497 dava ordini per l’edificazione della sagrestia cita esplicitamente questi armadi, atti a custodire gli arredi sacri. Poiché solo le ante dei primi due banconi a sinistra sono a tarsia, mentre tutto il resto è dipinto, si può ragionevolmente pensare che il duca li avesse iniziati in tal modo, ma poi fatto prigioniero venissero conclusi in modo meno dispendioso, cioè con pitture.
Il convento di Santa Maria delle Grazie
Il convento di Santa Maria delle Grazie, articolato attorno a tre chioschi, è costituito, a nord, dal fianco della chiesa e, sugli altri lati, scorre un suggestivo portico di colonne con capitelli in stile gotico. Sul portico si affacciano l’antica Cappella delle Grazie, le sale del Capitolo e del Locutorio e la biblioteca, realizzata da Solari.

Il lato sud del convento è interamente occupato dal refettorio, che custodisce il grandioso affresco del Cenacolo di Leonardo da Vinci e la Crocifissione di Donato Montorfano.
Il refettorio: l’Ultima cena di Leonardo
Il refettorio del convento custodisce il tesoro più prezioso della Basilica di Santa Maria delle Grazie: l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Questo capolavoro, realizzato tra il 1495 e il 1498, occupa interamente la parete nord del refettorio insieme alla Crocifissione di Donato Montorfano sulla parete opposta.
Leonardo utilizzò una tecnica rivoluzionaria per l’epoca: invece dell’affresco tradizionale, che richiedeva velocità di esecuzione, applicò su un doppio strato di intonaco la tempera mescolata all’olio direttamente sul muro a secco. Questa scelta gli permise di ottenere qualità di chiaroscuri più raffinati e di ritoccare l’opera giorno dopo giorno, ma rese il dipinto molto più vulnerabile ai danni del tempo.
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Curiosità sulla Basilica di Santa Maria delle Grazie
Il passaggio segreto: dietro a uno degli armadi della Sagrestia si cela l’entrata di un passaggio sotterraneo segreto (ora chiuso) che arriva fino al Castello Sforzesco. Il Moro l’avrebbe fatto costruire appositamente per poter essere libero di andare a pregare quando voleva sulla tomba della sua giovanissima consorte, senza necessariamente essere obbligato ad uscire dal Castello.
Chiostro delle rane: sul retro della chiesa si trova un chiosco che deve il suo nome ad una fontana in cui quattro rane spruzzano dalla bocca un piccolo getto d’acqua che finisce al centro della vasca
Il buco in fronte a Gesù: durante i restauri dell’Ultima Cena è stato scoperto un dettaglio tecnico affascinante. Sulla fronte di Gesù nell’affresco si trova il buco di un chiodo che Leonardo utilizzò come punto di fuga per costruire la prospettiva
Informazioni per la visita alla Basilica di Santa Maria delle Grazie
Orari di apertura della Basilica e del Chiostro del Bramante:
lunedì-sabato: 09:00-12:20; 15:00-17:50
domenica: 15:00-17:50
Durante le celebrazioni religiose le visite sono sospese.
Orari delle celebrazioni:
lunedì-sabato: 7:30, 8:30, 12:30. 18:30
domenica: 8.00, 9:30, 10:30, 11:30, 18:30, 20:00
Ogni primo e terzo sabato del mese, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30 si effettuano visite guidate alla Basilica, al Chiostro ed alla Sacrestia del Bramante al costo di 5 euro.
Prenotazioni e biglietti per l’Ultima Cena
Il Museo dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci si trova sul piazzale della Chiesa, a sinistra dell’ingresso principale. Le prenotazioni sono obbligatorie e fortemente consigliate con largo anticipo, chiamando 02.92800360 o visitando il sito
Nei dintorni della Basilica di Santa Maria delle Grazie
Casa degli Atellani: a pochi passi a piedi, la dimora quattrocentesca di Ludovico il Moro è il luogo ideale per proseguire sulle orme di Leonardo. Il palazzo conserva il dono del signore di Milano a Leonardo: una vigna dove ristorarsi e dilettarsi.
Palazzo delle Stelline: fino al 1971 il corrispettivo femminile dei Martinitt, gli orfanelli milanesi, che alloggiavano in questo edificio a due passi da Santa Maria delle Grazie, oggi il palazzo ospita convegni e mostre. Il giardino stretto e lungo che si trova oltre il grande chiostro vetrato è uno tra i più belli di Milano, arredato con opere d’arte contemporanea e profumato da vapori aromatizzati.
Chiesa di Santa Maria Segreta: un esempio unico di trasferimento e ricostruzione urbanistica, la Chiesa si è spostata da Piazza Cordusio a Piazza Tommaseo insieme ai suoi fedeli parrocchiani
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci: a pochi minuti da uno dei suoi più grandi capolavori artistici, il più grande museo tecnico-scientifico d’Italia è il luogo perfetto per scoprire il lato ingegnere del Maestro Leonardo da Vinci
Crediti
Saggittarius A, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0,
C messier, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0
I, Latinboy, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0
