Dopo aver mosso i primi passi nel Mausoleo Trivulzio, la Basilica di San Nazaro in Brolo svela la sua pianta a croce latina, prima dell’intero Occidente.
Le tappe storiche della Basilica di San Nazaro in Brolo
La Basilica di San Nazaro in Brolo fu voluta da Sant’Ambrogio intorno al 382 d.C. come parte di un più ampio progetto religioso. Il vescovo milanese, infatti, prevedeva la costruzione di quattro basiliche poste ai margini della città, sui quattro punti cardinali. Queste chiese avevano lo scopo di accogliere i visitatori e i pellegrini che arrivavano a Milano.
La Basilica di San Nazaro in Brolo, chiamata Basilica Apostolorum, sorgeva a sud, lungo l’antica strada che collegava Milano a Roma, a metà strada tra il centro città e l’attuale Porta Romana. Le altre tre basiliche del progetto ambrosiano erano: a nord la Basilica Virginum (oggi San Simpliciano), a ovest la Basilica Martyrum (l’attuale Sant’Ambrogio) e a est la Basilica Prophelarum (poi San Dionigi, oggi demolita).
Il nome “Apostolorum” deriva dalla presenza delle preziose reliquie degli apostoli Andrea, Giovanni e Tommaso, che Sant’Ambrogio vi fece collocare. Oggi il reliquiario è conservato al Museo Diocesano di Milano.
Durante il Medioevo, la Basilica di San Nazaro in Brolo assunse una funzione difensiva, come testimonia il suo campanile costruito come torre fortificata, dotato di feritoie e possenti mura. Ma
Tra XV e XVI secolo, la Basilica si arricchì di nuove strutture architettoniche, tra cui il Mausoleo Trivulzio, costruito su progetto di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino. Nata per accogliere le spoglie del condottiero Gian Giacomo Trivulzio e la sua famiglia, la cappella a pianta ottagonale è l’unica porta di accesso alla chiesa, che quindi accoglie il visitatore prima dell’effettivo ingresso in chiesa.

Primati artistici e architettonici
L’importanza architettonica della Basilica di San Nazaro in Brolo risiede nel suo essere la più antica chiesa a croce latina della storia dell’arte occidentale. Questa forma venne scelta per celebrare simbolicamente la risurrezione di Gesù Cristo, come testimonia un’antica epigrafe ancora visibile sulle pareti del coro della basilica moderna.

Dopo i numerosi rifacimenti nei secoli, l’interno oggi presenta un suggestivo contrasto cromatico tra il bianco del nuovo intonaco, le linee rossastre dei costoloni in cotto medievale e il grigio della pietra di muratura paleocristiana originale.
Il transetto destro conserva importanti opere d’arte: sul lato sinistro si ammira la Crocifissione di Bonino da Campione, mentre sul lato destro spicca una tavola raffigurante l’Ultima Cena di Bernardino Lanino, allievo del celebre Gaudenzio Ferrari.
Dal transetto sinistro, attraverso una porta e salendo alcuni gradini, si accede alla Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, progettata da Antonio di Lonate su disegno della scuola del Bramante.
Curiosità sulla Basilica di San Nazaro in Brolo
Perché “in Brolo”?: alcuni ipotizzano che la denominazione “in Brolo” della Basilica derivi dal termine longobardo “braida”, che indicava un terreno coltivato o un giardino recintato; altri, invece, sostengono che la Basilica prenda il nome dalla presenza in questo luogo del Broletto Vecchio, prima sede del governo della città all’epoca dei comuni.
Una lapide insolente: nel Mausoleo Trivulzio, il condottiero Gian Giacomo Trivulzio riposa tra le sue due mogli, in una composizione funeraria davvero particolare. Sulla sua lapide, un’iscrizione latina viene tradotta dagli storici locali in milanese con la frase “L’è staa mai cont i man in man” (non è mai stato con le mani in mano).
La prima cupola della Lombardia: oltre alla prima croce latina d’Occidente, il tiburio della basilica è considerato il primo della Lombardia, anticipando così alcune soluzioni architettoniche che diventeranno comuni nei secoli successivi.
Orari d’apertura della Basilica di San Nazaro in Brolo:
La Basilica di San Nazaro in Brolo è accessibile gratuitamente secondo i seguenti orari:
lunedì–venerdì: 7:30 – 12:00, 15:30 – 18:30
sabato e domenica: 8:00 – 12:30, 15:30 – 19:00
Cosa vedere e fare nei dintorni:
Ca’Granda: da non confondere con la fermata della M5, la Ca’ Granda è oggi sede dell’Università degli Studi di Milano. Prima ospedale pubblico, è un capolavoro dell’architetto Filarete aperto al pubblico, dove vale la pena fare una passeggiata, soprattutto nella settimana del Fuorisalone.
Torre Velasca: con la sua forma inconfondibile “a fungo”, è un edificio imperdibile a pochi minuti a piedi dalla Basilica per chi vuole sentirsi veramente milanese
Teatro Carcano: dal 1803 ha ospitato grandi nomi della lirica e del teatro italiano, da Giuditta Pasta a Eleonora Duse, ma ancora oggi è un vivace centro culturale con proposte serali molto interessanti
Mangiare nei pressi della Basilica
Via Pasteria: un progetto nato per celebrare l’autenticità della pasta fresca e i valori della cucina italiana. Possibile anche l’asporto da gustare nei vicini Giardini della Guastalla!
Colibrì Bar: caffè letterario di Via Laghetto, è perfetto per una pausa o un aperitivo in un’atmosfera intima e colorata, spesso accompagnata da eventi culturali e musica
Bu:r: è il ristorante dello chef stellato Eugenio Boer, basato su suggestioni gastronomiche e i piatti cambiano secondo stagione ed emozioni dello chef
Ristorante Bertarelli: dal 1894 raffinato bistrot, nato dalla storica libreria del palazzo del Touring Club e trasformato in un elegante ambiente.
Locali
The roof: esclusiva terrazza al 10º piano dell’Hotel Dei Cavalieri in Piazza Missori, regala una vista panoramica mozzafiato sui tetti della città fino alle Alpi
The Dome milano: elegante rooftop-bar e ristorante situato al settimo e secondo piano dell’ODSweet Hotel, immerso in un contesto botanico, serve dalla colazione al cocktail, mentre il ristorante al piano inferiore abbina arredi raffinati e un menu curato per un’esperienza esclusiva
Crediti
Saggittarius A, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
Bramfab, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
Saggittarius A, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
