Chiesa di Santa Maria della Passione: una pinacoteca segreta

Con la sua cupola, seconda più grande di Milano, la Chiesa di Santa Maria della Passione conserva le tracce molteplici progetti architettonici, che rendono la sua pianta una delle più curiose della città.

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Origini della Chiesa di Santa Maria della Passione

La storia della Chiesa di Santa Maria della Passione inizia con un gesto di generosità: nel 1485 Daniele Birago, senatore e consigliere personale del duca Gian Galeazzo Maria Sforza donò ai Canonici Regolari di Sant’Agostino, detti Lateranensi, dei fondi di sua proprietà, affinché facessero erigere una chiesa ed un monastero dedicati a Santa Maria della Passione. situati fuori Porta Tosa, nell’allora parrocchia di Santo Stefano in Brolo.

La titolazione di chiesa e monastero, derivò dalla presenza su questi terreni di una piccola cappella campestre, che conservava un’immagine della Vergine seduta ai piedi della croce che tiene sulle ginocchia il Cristo Morto. Questa rappresentazione, conosciuta come Santa Maria della Passione, divenne il fulcro spirituale attorno al quale si sviluppò l’intero complesso religioso.

Il processo costruttivo fu lungo e complesso, caratterizzato da numerose interruzioni e cambiamenti progettuali che si protrassero per diversi secoli. Durante questo periodo, anche il monastero annesso subì trasformazioni radicali, evolvendosi fino a diventare l’attuale Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Il termine “conservatorio” rivela le sue origini storiche: questi luoghi nacquero come asili per orfani, dove si “conservavano” i giovani senza famiglia, insegnando loro a leggere, scrivere e, ai più dotati, anche la musica.

La travagliata costruzione architettonica di Santa Maria della Passione

Il progetto originale è attribuito a Giovanni Battagio da Lodi, che concepì una pianta stellare innovativa: su una base centrale ottagonale si innestano i bracci di una croce greca alternati ad esedre semicircolari. Tuttavia, il Battagio non riuscì a completare la sua opera visionaria. Gli succedettero diversi architetti che lasciarono il loro segno distintivo: Cristoforo Lombardo, noto come il Lombardino, si occupò del tiburio, mentre Vincenzo Seregni e Martino Bassi decisero di modificare sostanzialmente il progetto, sostituendo la croce greca originale con una più tradizionale croce latina.

Dipinti della Chiesa di Santa Maria della Passione

All’interno, la Chiesa di Santa Maria della Passione custodisce una vera e propria pinacoteca. Tutti gli affreschi, letti in successione, compongono il racconto della di Cristo durante la Via Crucis. Da non perdere, ricordiamo anche il ciclo di affreschi della Sala Capitolare, di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone: le pareti rappresentano Cristo e gli apostoli, nelle lunette santi e canonici Lateranensi sulla volta di uno splendido cielo stellato.

Curiosità

Parrocchiani illustri: la Chiesa di Santa Maria della Passione ha ospitato nel corso dei secoli parrocchiani di grande prestigio culturale, come il pittore Andrea Appiani, ritrattista ufficiale di Napoleone, e la famiglia Manzoni.

La chiesa della musica: una vera eccellenza della Chiesa di Santa Maria della Passione è la presenza di due rari organiintagliati costruiti, tra il Cinquecento e il Seicento. Quello di destra è di Antegnati, quello di sinistra di Valvassori

Una Brera senza biglietto: La chiesa è spesso definita in questo modo per la ricchezza delle sue opere d’arte, facilmente accessibili a tutti i visitatori.

Orari e informazioni per la visita della Chiesa di Santa Maria della Passione

L’ingresso alla Chiesa di Santa Maria della Passione è libero e gratuito:

Orari di apertura:

lunedì- venerdì: 07:30 – 12:00 / 16:00 – 18:45

sabato: 08:00 – 12:00 / 16:00 – 18:30

domenica e festivi: 10:00 – 12:00 / 16:00 – 18:00

Orari messe:

lunedì-venerdì: 08:00 – 18:00

sabato: 18:00 (prefestiva)

domenica: 11:00

Cosa fare nei dintorni

A pochi minuti di cammino da Santa Maria della Passione si incontra Villa Necchi Campiglio, capolavoro dell’architettura razionalista progettato da Piero Portaluppi e Giovanni Muzio. Oggi è un museo aperto al pubblico, dove si ammirano gli arredi originali della famiglia e mostre temporanee di grande prestigio, il tutto immerso in un elegante giardino con piscina. Non lontano si trova il MuBA – Museo dei Bambini di Milano, ospitato nell’ex Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi. Qui l’arte, la cultura e la creatività si fondono in un’esperienza interattiva pensata per i più piccoli, ma capace di coinvolgere anche gli adulti. È una tappa ideale per le famiglie che vogliono vivere la città in modo diverso. Con una breve corsa in tram o in metro si raggiunge la Basilica di San Calimero, nel cuore del quartiere Ticinese. Questo luogo affascinante custodisce una cripta suggestiva, che un tempo ospitava tombe e reliquie dei santi, offrendo un’atmosfera intima e ricca di storia.

Una pausa gastronomica nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Passione

Per chi ama scoprire Milano anche attraverso i suoi sapori, ci sono indirizzi che raccontano la città tanto quanto i suoi monumenti.

Si può iniziare dal Ginrosa, locale storico dal 2003 e culla del celebre Bitter rosa, nato proprio qui come alternativa raffinata al più noto Campari. Un aperitivo che è diventato simbolo di eleganza e tradizione milanese. Per chi cerca esperienze più creative, il Nottingham Forest è un vero laboratorio del gusto: ogni cocktail è pensato come un’opera d’arte, con ingredienti insoliti e tecniche innovative che sorprendono e divertono. Se invece si vuole vivere la storia della cucina meneghina, l’Antico Ristorante Boeucc, fondato nel 1696, è una tappa imperdibile. Elegante e senza tempo, è uno dei ristoranti più antichi e prestigiosi della città, dove la tradizione gastronomica incontra un servizio impeccabile3. Infine, per chi desidera un’esperienza stellata, c’è L’Alchimia, ristorante che unisce tradizione e innovazione in piatti sorprendenti, perfetti per chi vuole osare e lasciarsi guidare in un percorso di alta cucina.

Crediti

01albertop, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Zairon, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons