Chiesa di San Maurizio: la cappella sistina di Milano

Chiamata la Cappella Sistina di Milano per le sue pareti completamente affrescate, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore racchiude in sé un tesoro pittorico eccezionale.

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Vicende storiche della Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

La Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore nasce nell’823 sulle rovine dell’antico circo romano voluto dall’imperatore Massimiano. La storia della chiesa è strettamente connessa a quella del Monastero Maggiore, il più vasto e antico cenobio femminile di Milano.

Originariamente dedicata a Maria, la chiesa e lo stesso monastero acquisirono il loro nome attuale dopo il 964, quando l’imperatore Ottone I donò al complesso monastico una reliquia di S. Maurizio. Questo gesto imperiale segnò l’inizio di una nuova era per il monastero, che infatti divenne uno dei centri religiosi più importanti della città.

La costruzione della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore come la vediamo oggi fu avviata il 20 maggio 1503, come testimonia una lapide sepolcrale che indica il completamento dei lavori nel 1509. Con la soppressione degli ordini monastici nel 1798 e l’apertura delle vie Ansperto e Luini, la chiesa di San Maurizio fu in qualche modo separata dalle strutture del Monastero, nel frattempo adibito prima a caserma, scuola, ufficio di polizia e ospedale militare, per poi diventare sede del Museo Archeologico di Milano a partire dal 1964-65.

La cappella sistina di Milano

San Maurizio al Monastero Maggiore è il modello milanese per le “chiese doppie”, una soluzione architettonica che riflette le esigenze della vita monastica femminile. La chiesa è, per questo, divisa in due parti: un’aula dei fedeli, più piccola, e un’aula dedicata alle monache di clausura, il cosiddetto Coro delle Monache, separata da una griglia per mantenere la clausura.

Affreschi dell'aula dei fedeli nella Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore
Affreschi del Coro delle Monache nella Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Il vero tesoro della Chiesa di San Maurizio risiede nella sua decorazione pittorica, realizzata in più fasi nel corso del ‘500. Gli affreschi, che ricoprono interamente le pareti, hanno valso all’edificio il soprannome di “Cappella Sistina di Milano“, un paragone che sottolinea l’eccezionale qualità artistica dell’apparato decorativo.

I committenti Ippolita Sforza e il marito Alessandro Bentivoglio, ritratti inginocchiati e presentati da santi nelle lunette del tramezzo nell’aula dei fedeli, vollero regalare al monastero le eleganti pitture, dal momento che la figlia Bianca divenne badessa del monastero nel 1522 con il nome di suor Alessandra.

Il ciclo decorativo ad affresco permette di ammirare uno dei più grandi capolavori della scuola leonardesca a Milano: gli affreschi, che occupano tutte le parteti della Chiesa di San Maurizio, sono realizzate in gran parte da Bernardino Luini e dalla sua bottega, Boltraffio allievo di Leonardo, Vincenzo Foppa, dai fratelli Campi e da Simone Peterzano, maestro di Caravaggio.  

Nel chiostro, che oggi è la sede del Museo Archeologico, è possibile ammirare due torri romane, una quadrata e l’altra poligonale, appartenenti alla cerchia delle antiche mura milanesi.

Curiosità sulla chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

La finestrella della Comunione: si tratta di una piccola apertura scorrevole ricavata nella grata che separava l’aula dei fedeli dal coro delle monache. Attraverso questo ingegnoso dispositivo, il sacerdote, durante la celebrazione della Messa, poteva distribuire l’Eucaristia alle religiose senza compromettere la clausura.

Noè e gli unicorni: nel grande affresco dell’arca di Noè, opera di Luini nella parte riservata alle monache, spuntano anche due unicorni in procinto di imbarcarsi prima del Diluvio Universale.

Affresco del Diluvio universale nella Chiesa di San Maurizio al Monastero  Maggiore

Pettegolezzi di corte: nella cappella Besozzi, la terza sulla destra, è rappresentata la vicenda del martirio di S. Caterina d’Alessandria, realizzata da Bernardino Luini. Nella scena della decapitazione il volto della santa raffigurerebbe la Contessa di Challant che, accusata di essere la mandante dell’uccisione dell’amante, fu giustiziata in questo modo nel 1526 al Castello Sforzesco.

Orari di apertura di San Maurizio al Monastero Maggiore e informazioni per la visita

L’ingresso alla Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore è libero e gratuito da martedì a domenica negli orari di apertura:

dalle 10:00 alle 17:30, con ultimo ingresso alle 17:00.

Ogni mese sono organizzate specifiche visite guidate, per partecipare consulta la pagina Mostre ed Eventi del Museo Archeologico.

Cosa fare nei dintorni

Palazzo Litta: a pochi minuti a piedi da San Maurizio al Monastero maggiore, merita anche solo una sbirciata dall’esterno. L’elegante facciata rivolta su Corso Magenta e il sontuoso portale arricchito dagli imponenti telamoni valgono davvero la pena.

Casa degli Antellani: lungo Corso Magenta, custodisce la vigna che Ludovico il Moro donò a Leonardo da Vinci. Dietro la sobria facciata rinascimentale, si apre un giardino sorprendente e silenzioso, nascosto alla vista dei passanti.

Basilica di Sant’Ambrogio: a una decina di minuti di passeggiata tra le vie storiche di Milano si erge la Basilica dedicata al patrono della città, seconda per importanza solo al Duomo.

Teatro dal Verme: storico spazio milanese nato nell’Ottocento per l’opera e oggi dedicato a concerti, spettacoli e incontri culturali, offre un calendario ricchissimo per una serata o un pomeriggio di alto livello culturale.

Castello Sforzesco: con il suo iconico colore rosso, il castello nasconde tesori architettonici ed artistici inestimabili. Imperdibile per un tuffo nella Milano medievale!

Mangiare e Bere

Bar Magenta: vera istituzione milanese, offre colazioni, pranzi veloci e aperitivi in un ambiente storico e informale. Ottima scelta se cerchi una pausa senza allontanarti troppo.

El Pastee de Milan: a pochi minuti a piedi da San Maurizio al Monastero Maggiore, è ideale per un pranzo rapido, ma tipicamente italiano. Pasta fresca artigianale con sughi tradizionali e innovativi.

Risoelatte: se sei in cerca di cucina tipica meneghina, non perderti una sosta in un piccolo locale autenticamente anni ‘60

Pasticceria San Carlo: in Via Bandello 1, è un’icona milanese dal 1954, ideale per una pausa golosa o per acquistare dolci da portare via mentre si passeggia per le vie della città

Crediti

01albertop, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Carlo Dell’Orto, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons

01albertop, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

01albertop, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons