Chiesa di San Babila: la prima chiesa di Milano

In piena vista, ma quasi sempre trascurata, la Chiesa di San Babila è passata da tempio dedicato al dio Sole a prima chiesa della città.

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Facciata della Chiesa di San Babila

L’interminabile storia della Chiesa di San Babila

La chiesa della origini

Le prime pietre della Chiesa di San Babila risalgono al 46 d.C., quando vennero posate sul sito di un antico tempio romano dedicato al dio Sole, perché sorto nella zona orientale della città.

Secondo la tradizione cristiana, la prima chiesa venne realizzata per volere di San Barnaba, giunto dalla Palestina attraversando la Porta Orientale (l’attuale Porta Venezia), e venne soprannominata da subito “ad Concilia Sanctorum”, luogo di raccolta dei primi cristiani milanesi.

Inizialmente dedicata a “Deo Optimo Maximo”, nei secoli successivi assunse il nome di San Babila. Ma chi è San Babila? Il vescovo di Antiochia martirizzato nel 250 d.C. insieme ai suoi discepoli Urbano, Prilidiano ed Epolonio, con cui si trova spesso raffigurati. Il santo pagò con la vita il suo coraggio di aver impedito all’imperatore Decio di entrare nel tempio, accusandolo di omicidio a causa delle persecuzioni contro i cristiani.

La chiesa di San Babila nel progetto del vescovo Ambrogio

Un momento cruciale nella storia della basilica di San Babila si ebbe con Sant’Ambrogio, che nel IV secolo decise di seguire l’ambizioso progetto urbanistico-religioso del vescovo precedente, Sant’Eustorgio. Il grande vescovo milanese volle creare un “ottagono sacro” costruendo chiese presso le otto porte della città, trasformando Milano in una sorta di Gerusalemme celeste. Fu così che riedificò la basilica di San Babila.

Durante il periodo longobardo la chiesa conobbe l’ennesima importante ricostruzione. Ma fu soprattutto dopo le distruzioni del Barbarossa del 1162 che la chiesa di San Babila acquisì maggiore importanza: quando la cinta muraria cittadina venne spostata inglobando la basilica, questa divenne centrale nella vita urbana milanese.

La chiesa ha svolto un ruolo fondamentale anche nella storia civile di Milano. Qui ebbero origine, con il contributo dei canonici, le “Cinque Giornate di Milano” del 1848. Dalla Chiesa di San Babila, infatti, partì il movimento cittadino che si diresse verso il Palazzo del Governo in Corso Monforte per ottenere la costituzione della guardia civica, e la barricata di San Babila fu una delle più attive dell’insurrezione.

L’assetto architettonico e artistico definitivo

L’interno della chiesa di San Babila è quello definito dai restauri del 1926: tre navate separate da pilastri con semicolonne. La navata centrale è coperta da eleganti volte a crociera, mentre quelle laterali presentano volte a botte, creando un gioco di prospettive tipicamente romanico.

La facciata attuale, realizzata tra il 1883 e il 1907, rappresenta un esempio di neo-romanico firmato Cesa Bianchi e Nava, che sostituì l’originale facciata secentesca.

Il campanile, costruito nel 1820 sul fianco sinistro, venne successivamente trasformato nel 1926 dal Bruni in una torre in stile romanico, conferendo maggiore coerenza stilistica all’intero complesso.

Tra le opere d’arte più significative spicca il mosaico del catino absidale, realizzato nel 1890 da Luigi Cavenaghi. Quest’opera raffigura San Babila insieme ai tre fanciulli martirizzati con lui, rappresentando uno dei più importanti cicli musivi del XIX secolo milanese.

I restauri ottocenteschi portarono alla luce numerosi elementi romanici originali, inclusi capitelli decorati e strutture murarie medievali, offrendo ai visitatori uno spaccato autentico dell’architettura milanese del XII secolo.

Curiosità sulla Chiesa di San Babila

Battesimo di Manzoni: con una casa a una decina di minuti da Piazza San Babila, Alessandro Manzoni venne battezzato qui nel 1785.

San Babila lo sconosciuto: esistono pochissime opere d’arte che ritraggono questo santo. Tuttavia, Milano custodisce una delle rappresentazioni più importanti: una preziosa statua di marmo di Candoglia, lo stesso del Duomo, alta due metri. Oggi è conservata nel Museo del Duomo, ma originariamente collocata all’esterno della cattedrale.

Il leone veneziano: davanti alla Chiesa San Babila si erge la statua di un leone, che ha stimolato diverse interpretazioni storiche. Secondo alcuni, rappresenta il simbolo del rione di Porta Orientale, il cui stemma raffigurava appunto un leone nero su sfondo bianco. Altri storici ipotizzano origini più antiche, collegandolo alla tradizione romana-egizia che vedeva nel leone il simbolo della potenza, della forza e del sole.

Un budino in piazza: in piazza San Babila, dal 1997, fa bella mostra di sé una scultura soprannominata ironicamente “budino” dai milanesi. L’opera, che rappresenta i monti, i laghi e i fiumi della Lombardia, non ha mai conquistato il cuore cittadino, diventando oggetto di battute e discussioni.

La Walk of fame milanese: in uno dei palazzi di una galleria buia e malconcia in corsia del Servi vi era la sede di Tv Sorrisi & Canzoni. Durante la manifestazione del Telegatto venivano realizzate su un calco di cera Il pavimento è formato da lastre che riportano firme e impronte delle mani di personaggi famosi come Michael Douglas e Sharon Stone.

Informazioni pratiche per la visita

L’ingresso alla chiesa è gratuito e libero durante gli orari di apertura:

  • lunedì-venerdì: dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00
  • sabato e domenica: dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30

Orari delle messe presso la Chiesa di San Babila:

  • lunedì-venerdì: 08:30 – 10:00 – 18:30
  • sabato: 10:00 – 18:30 (prefestiva)
  • domenica: 09:30 – 12:30 – 18:30

Cosa fare nei dintorni della Chiesa di San Babila

Chiesa di San Carlo al Corso: a pochi passi da Piazza San Babila, lungo Corso Vittorio Emanuele, si erge come un piccolo Pantheon milanese, nonché uno dei più straordinari esempi di architettura neoclassica a Milano, arricchito all’interno dagli affreschi di Giovanni Testori.

Quadrilatero della moda: se il lusso è la tua passione, una passeggiata tra Via Montenapoleone, Via della Spiga, Via Sant’Andrea e Via Manzoni è d’obbligo. Lasciati incantare dalle vetrine dei grandi marchi e concediti il piacere di sognare.

Terme erculee: mentre passeggi tra le vie della città, mettiti dalla ricerca delle tracce di uno dei complessi termali più spettacolari e raffinati dell’Impero Romano d’Occidente, un vero gioiello nascosto che racconta la grandiosità di un’epoca lontana.

Crediti

Controllore Fiscale, Public domain, via Wikimedia Commons

Daniel Case, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons