Certosa di Garegnano: una pausa da Milano a Milano

Donata all’Ordine Certosino dal signore e Arcivescovo di Milano Giovanni Visconti, la Certosa di Garegnano è stata per secoli un tesoro extra moenia, milanese a tutti gli effetti solo dal 1923. Nomen omen: quando il borgo di Garegnano fu annesso al comune, il monastero venne ribattezzato Certosa di Milano.

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La storia della Certosa di Garegnano nei secoli

Nel 1349, travolto dagli impegni temporali come signore della città, Giovanni Visconti non poté più concentrarsi sugli impegni spirituali da Arcivescovo. Così, per assicurarsi preghiere per la sua anima, avviò la costruzione della Certosa di Garegnano, dove i monaci certosini (ma anche Francesco Petrarca!) potessero vivere ritirati nella tranquillità che la regola del silenzio impone.

I lavori terminarono nel 1352, ma nel corso dei secoli la Certosa fu protagonista di numerose modifiche: nel Quattrocento, Luchino Novello Visconti si impegnò economicamente perché venisse ampliata oltre le quattro unità fondamentali (chiesa, chiostri grande e piccolo e celle per i monaci), mentre nel 1604 si concluse la ristrutturazione secondo i principi della Controriforma, che diede vita all’aspetto che il monastero ha ancora oggi.

Nel 1782 i monaci abbandonarono la Certosa in seguito alla soppressione imposta dall’Imperatore d’Austria, che la ridestinò a fini militari. La polveriera del Castello Sforzesco venne trasferita nel chiostro grande, poi utilizzato come caserma durante l’occupazione napoleonica, per tornare alla funzione di culto solo a fine Ottocento.

Capolavori artistici e architettonici

Accedendo dal cortile pubblico, detto ‘delle elemosine’, la Certosa rivela un’architettura gotica e rinascimentale, rispecchiata anche dalle arcate del chiostro principale. Al centro si riconoscono i segni di una piscina: sebbene oggi senz’acqua, era curata dai monaci in quanto simbolo di purificazione dell’anima.

Interni della Certosa di Garegnano

La Chiesa di Santa Maria Assunta, anche dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, rimane un gioiello artistico: i suoi affreschi raccontano la storia dell’arte milanese, dal tardo medioevo al pieno rinascimento. Protagonisti principali sono:

  • Simone Peterzano, maestro di Caravaggio, che si occupa della decorazione parietale di varie parti della Chiesa, specialmente del ciclo di affreschi del presbiterio che raccontano episodi della vita di Cristo.
  • Daniele Crespi, autore degli spettacolari affreschi della navata centrale che rappresentano scene della vita di San Bruno, fondatore dell’ordine certosino.

Curiosità

La casa di Petrarca: La Certosa di Garegnano, per la sua atmosfera religiosamente silenziosa, nell’estate del 1357 ospitò Francesco Petrarca, che soggiornò a Milano fino al 1361, quando scappò a causa della pestilenza. Le testimonianze del suo soggiorno a Garegnano sono custodite nelle lettere, a cui lavora, insieme al Canzoniere, proprio dal sobborgo milanese:

“Mi son recato in un rifugio amenissimo e saluberrimo. Lo chiamano Garegnano, dista 3000 passi, come affermano, dalla stessa città […]. Qui ha sede una Certosa, nuova e bella: avevo stabilito di inserirmi entro la clausura di questo cenobio, se non avessi temuto di offendere essi in qualche modo con la mia presenza; ma pensando di non poter stare senza cavalli, né servi, secondo il tenore della mia vita, ho avuto paura che l’intemperanza e lo schiamazzare dei servi ostacolassero il religioso silenzio. Così ho preferito una dimora vicino a loro per poter partecipare alle loro devozioni e non recare disturbo” Francesco Petrarca, Epistola a Guido Sette, estate 1357

Il mistero della porta del chiostro: Nel chiostro centrale della Certosa si nota una porta più vecchia di tutte le altre: molti credono che nasconda un passaggio segreto. In effetti, la porta è rimasta chiusa per secoli tanto che alcuni storici suggeriscono sia una probabile via d’accesso a catacombe o gallerie sotterranee, mai completamente esplorate.

Voci dal passato: Attorno alla Certosa di Garegnano c’è un’aura di mistero: chi abita nelle vicinanze racconta che, nelle notti più tranquille, si possono sentire suoni misteriosi provenienti dal chiostro, ma soprattutto alcuni visitatori dicono di aver sentito echeggiare voci tra le antiche mura, forse gli antichi monaci che ancora vegliano sulla Certosa.

Il cipresso del monaco: All’interno del cortile della Certosa svetta un cipresso di posizione e forma quasi “innaturali”. Leggenda vuole che questo albero sia spuntato miracolosamente sopra la tomba di un monaco asceta. Si dice che, alla sua morte, il monaco chiese di essere sepolto vicino a un albero, e che questo cipresso sia nato dal suo spirito in un atto miracoloso.

Visitare la Certosa

La chiesa è aperta e gratuitamente visitabile (esclusi gli orari delle celebrazioni):

  • lunedì-sabato dalle 8.00 alle 17.30
  • domenica dalle 12.30 alle 17.30

La parrocchia della Certosa ogni mese organizza visite guidate gratuite per singole persone, famiglie, piccoli gruppi. È indispensabile l’iscrizione on-line, compilando il form sul sito. Se siete fortunati, alcuni giorni – consultabili qui – in Certosa e nel chiostro ospitano concerti.

In prossimità del Chiostro Parvo della Certosa (sulla destra della chiesa) si nasconde la Galleria Certosa, spazio per mostre di artisti vari e per esposizioni riguardanti la Certosa organizzate dal gruppo “Amici della Certosa”.

Già che ci sei: nei dintorni della Certosa di Garegnano

Monte Stella e il suo parco: a 15 minuti di bus, Monte Stella è una collina artificiale costruita con le macerie della Seconda Guerra Mondiale, da cui si gode di una vista sulla città. Intorno si sviluppa un parco perfetto per una passeggiata.

Piazza Portello: 20 minuti di tram linea 24 separano la Certosa di Garegnano da Piazza Portello, un centro commerciale a cielo aperto che si erge sull’ex Alfa Romeo, di cui è stata conservata la facciata della mensa.

Piazza Gino Valle: accanto a Piazza Portello, è un must per gli appassionati di architettura per via dei tre edifici che la racchiudono. Delle vere e proprie “montagne urbane” valorizzate dall’installazione di Emilio Isgrò “Grande Cancellatura per Giovanni Testori”, nel cui onore è “cancellato” un passo dalla raccolta Il ponte della Ghisolfa.

Casa Milan: se sei un tifoso, puoi approfittare per una visita al Museo Mondo Milan, a circa 15 minuti dalla Certosa, vicina al Centro Sportivo Milanello, dove la squadra svolge gli allenamenti.

Crediti

Zairon, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Sailko, CC BY 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, via Wikimedia Commons