Basilica di Sant’Eustorgio: i Re Magi a Milano

A due passi dai Navigli sorge la Basilica di Sant’Eustorgio con la sua Cappella Portinari, vero capolavoro di Vincenzo Foppa.

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Storia della Basilica di Sant’Eustorgio

La Basilica di Sant’Eustorgio fu fondata intorno al 344: secondo la tradizione, il vescovo Eustorgio ricevette in dono dall’imperatore Costante I un enorme sarcofago di pietra contenente le reliquie dei Re Magi, proveniente dalla Basilica di Santa Sofia di Costantinopoli.

La leggenda narra che durante il trasporto delle sacre reliquie, i buoi che trainavano il pesante sarcofago si fermarono esausti nei pressi dei Corpi Santi di Milano. Il vescovo Eustorgio interpretò questo evento come un segno divino, decidendo di erigere una nuova basilica proprio in quel luogo, inizialmente conosciuta come “Basilica Trium Magorum” (Basilica dei Tre Magi), poi intitolata proprio a Sant’Eustorgio, il quale chiese di esservi sepolto a sua volta proprio accanto ai Magi stessi.

Il destino delle preziose reliquie subì una drammatica svolta nel 1162, quando l’imperatore Federico Barbarossa, durante il saccheggio di Milano, si impossessò dei corpi dei Magi trasferendoli nel Duomo di Colonia, dove sono tuttora conservati. Solo nel 1903 una piccola parte delle reliquie fece ritorno a Milano, dove vengono venerate in una teca speciale.

Dal XIII secolo, la Basilica di Sant’Eustorgio divenne la sede principale dell’Ordine domenicano a Milano, trasformandosi in un importante centro di predicazione e, dal 1234, sede del tribunale dell’Inquisizione sotto la guida di frate Pietro da Verona, poi divenuto San Pietro Martire.

La struttura della Basilica

L’architettura della Basilica di Sant’Eustorgio riflette la stratificazione di diverse epoche storiche, creando un affascinante palinsesto artistico.

La chiesa attuale conserva elementi paleocristiani visibili sotto l’abside, mentre la zona absidale e alcuni capitelli testimoniano la fase romanica dell’edificio.

Elementi paleocristiani sotto l'abside della Basilica di Sant'Eustorgio

La struttura fu successivamente adattata alle esigenze domenicane nel XIII secolo, con modifiche che eliminarono la netta divisione tra spazio principale e navate laterali, facilitando l’ascolto della predicazione. La facciata a capanna presenta nell’angolo sinistro un elegante pulpito marmoreo del 1597, che sostituì quello originale da cui, secondo la tradizione, predicò San Pietro Martire.

Le Cappelle Principali

Cappella dei Magi: situata nel transetto destro, custodisce l’antico sarcofago romano decorato unicamente con una stella cometa e la scritta settecentesca “sepulcrum trium magorum”.

Vista della Cappella Portinari nella Basilica di Sant'Eustorgio

Cappella Portinari: realizzata tra il 1462 e il 1468, rappresenta il vero capolavoro artistico della basilica. Commissionata da Pigello Portinari, responsabile del Banco Mediceo a Milano, ospita il magnifico ciclo pittorico di Vincenzo Foppa. Le scene includono l’Annunciazione, l’Assunzione della Vergine, il Miracolo del piede risanato e il Martirio di San Pietro Martire.

All’interno, delle altre cappelle si trovano altre opere straordinarie:

  • Cripta e Cappellina degli Angeli
  • Cappella Brivio
  • Cappella Torelli o di San Domenico
  • Cappella del Rosario
  • Cappella del Maestro della Cappella Dotto
  • Cappella Torriani o di San Martino
  • Cappella Visconti o di San Tommaso
  • Cappella di San Vincenzo Ferrer
  • Cappella di San Paolo
  • Cappella di San Francesco

Curiosità sulla Basilica di Sant’Eustorgio

Il patrono delle emicranie: secondo la narrazione, lo spazio nella Cappella Portinari era troppo esiguo per contenerne l’intero corpo che, così, fu decapitato. La testa venne portata a casa dall’arcivescovo Giovanni Visconti, che dal quel momento iniziò a soffrire di una forte emicrania, tanto che finì per ricongiungere l’urna con il corpo. Per questo San Pietro Martire è considerato il protettore dalle emicranie: la vecchia tradizione milanese vuole che la soluzione per chi soffre di mal di testa, è “Andà a pestà el côo in Sant’Ustorg” (andare a picchiare la testa in Sant’Eustorgio).

La Madonna con le corna: negli affreschi della Cappella Portinari campeggia una strana Madonna rappresentata con le corna. Di fatto Foppa volle documentare l’avversione che all’epoca esisteva in quel luogo per il culto della Vergine, Ma esistono due leggende su questo particolare affresco: la prima narra che le corna appartengano al diavolo, nascostosi dietro l’icona per disturbare Pietro da Verona durante la messa, neutralizzato poi con un’ostia consacrata. La seconda attribuisce l’anomalia allo spirito di Guglielmina la Boema, dichiarata eretica dopo la morte.

L’orologio pubblico più antico d’Italia: Il campanile di Sant’Eustorgio, il più alto della città e con una stella a otto punte che corona la cuspide, simbolo eterno della presenza delle reliquie dei Magi, dal 1305 ospitano l’orologio pubblico più antico d’Italia.

Informazioni per la visita alla Basilica di Sant’Eustorgio: orari di apertura e biglietti

La visita alla Basilica di Sant’Eustorgio è libera e gratuita negli orari di apertura, permettendo a tutti di ammirare le navate principali e la maggior parte delle cappelle.

Orari di apertura della basilica:

  • da lunedì a domenica: 7:45-12:00 e 15:30-18:30

Per accedere alla Cappella Portinari e al Museo di Sant’Eustorgio è necessario acquistare un biglietto. Il museo comprende anche la Sala Capitolare, la Sacrestia Monumentale e il Cimitero paleocristiano.

Orari Museo di Sant’Eustorgio:

  • da martedì a domenica: 10:00-18:00.

La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura

I chiostri ospitano il Museo Diocesano Carlo Maria Martini, con quasi mille opere d’arte accessibili tramite biglietto, acquistabile anche online.

Orari Museo Diocesano:

  • da martedì a domenica: 10:00-18:00

Cosa vedere e dove mangiare nei dintorni della Basilica di Sant’Eustorgio

Basilica di San Lorenzo Maggiore: a pochi minuti a piedi, le famose Colonne incorniciano una delle Basiliche più imponenti di tutta la città. Imperdibile una visita all’interno per scovare tutte le cappelle nascoste!

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Posto di conversazione: se sei alla ricerca di un’esperienza veramente milanese, questo è il posto giusto. Un ristorante tradizionale lombardo che cattura l’essenza della cucina locale. L’atmosfera è accogliente e rustica, con arredi in legno e decorazioni che richiamano la tradizione milanese.

Osteria dei binari: nata nel 1972 accanto alla stazione di Porta Genova, ha sempre conservato il fascino delle origini con una cucina che celebra la tradizione lombarda

Beerla: birreria artigianale con un’atmosfera calda e amichevole, perfetta per un ottimo aperitivo a prezzi accessibili

Crediti

Prof. Mortel, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons

Sailko, CC BY 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, via Wikimedia Commons

MarkusMark, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons