Simbolo dell’architettura romanica lombarda e custode di oltre 1600 anni di storia cristiana, la Basilica di Sant’Ambrogio è il dono del vescovo Ambrogio ai meneghini.
La Basilica di Sant’Ambrogio nella storia
La Basilica di Sant’Ambrogio non si è sempre chiamata così: nel 374 il popolo milanese votò per l’elezione a vescovo di Ambrogio, funzionario dell’impero romano. Nella primavera 386 il vescovo ritrovò i corpi dei martiri Protaso e Gervaso davanti ai cancelli dell’antica basilica di Nabore e Felice e li fece traslare in una nuova chiesa, sorta sulla vasta necropoli fuori dalle mura cittadine, la Basilica martyrum.
I milanesi iniziarono immediatamente a chiamarla Basilica “Ambrosiana”, tanto che lo stesso vescovo la scelse come luogo della propria sepoltura. Alla sua morte nel 397, il corpo di Sant’Ambrogio fu deposto insieme a quello degli altri santi.
Tuttavia, dell’edificio originario rimangono pochissime tracce, se non una parte della grande porta d’ingresso, oggi conservata presso il Museo diocesano Carlo Maria Martini di Milano.
Le prime modifiche alla Basilica di Sant’Ambrogio risalgono al V secolo, quando il nuovo vescovo di Milano Lorenzo I decise di elevare il pavimento del presbiterio e di costruire due cappelle funerarie absidate, una delle quali è il Sacello di San Vittore in ciel d’oro.
Nel corso dei secoli la chiesa divenne sempre più meta di pellegrinaggi, tanto che nel 784 l’arcivescovo di Milano Pietro fondò un monastero benedettino intitolato ai Santi Protaso, Gervaso e Ambrogio, le cui spoglie vennero più tardi spostate in uno splendido altare d’oro voluto dal nuovo vescovo di Milano Angilberto II.
La basilica assunse l’aspetto attuale tra il 1088 e il 1099, quando, sulla spinta del vescovo Anselmo III da Rho, venne ricostruita secondo gli schemi dell’architettura romanica. La situazione rimase invariata sino al 1799 quando la Repubblica Cisalpina decise di instaurare nella Basilica un ospedale militare. Al termine della dominazione napoleonica, la Basilica riaprì al culto.

La Basilica di Sant’Ambrogio, modello di architettura e arte romaniche
Costruita nel tipico laterizio rosso lombardo, la Basilica di Sant’Ambrogio è considerata il modello perfetto dell’architettura romanica del Nord Italia. L’aspetto attuale riflette la ricostruzione avvenuta tra la fine dell’XI e la prima metà del XII secolo, pur conservando la pianta basilicale a tre navate delle origini.
A precedere la facciata a capanna è un monumentale quadriportico, noto come “Atrio di Ansperto”, insieme a due campanili: quello dei monaci e quello dei canonici.

L’interno, invece, della Basilica di Sant’Ambrogio presenta una navata centrale divisa in quattro campate quadrate, tre delle quali sono coperte da volte a crociera costolonate, mentre una si apre nel suggestivo tiburio. Il grande mosaico dell’abside centrale rappresenta il Redentore in trono tra i martiri Protasio e Gervasio, accompagnato dagli arcangeli Michele e Gabriele.
Tra i tesori più preziosi custoditi nella Basilica di Sant’Ambrogio spicca il cosiddetto Sarcofago di Stilicone, risalente alla seconda metà del IV secolo. Questo monumentale sarcofago lapideo, decorato con bassorilievi su tutti i lati e oggi integrato nel grande ambone romanico, fu ricomposto dopo i danni subiti nel crollo di una volta nel 1196.
Di epoca ottoniana sono il magnifico Ciborio, la grande edicola architettonica del presbiterio, e il sottostante Altare di Sant’Ambrogio. Quest’ultimo, commissionato da Angilberto II allo scultore Vuolvino, rappresenta uno dei capolavori assoluti dell’oreficeria altomedievale: interamente rivestito in oro, argento, pietre preziose e smalti, custodiva un tempo le reliquie dei santi, poi trasferite nella cripta.
Sacello di San Vittore in ciel d’oro
Un gioiello nascosto all’interno della Basilica di Sant’Ambrogio è il Sacello di San Vittore in Ciel d’Oro, realizzato come cappella indipendente nel V secolo e successivamente inglobato nella basilica. Edificato per ospitare le spoglie di san Vittore e successivamente di san Satiro, fratello di sant’Ambrogio, il sacello stupisce per le sue decorazioni.

La volta è interamente ricoperta da un prezioso mosaico costituito da tessere rivestite d’oro, da cui deriva il nome “ciel d’oro”. Al centro del mosaico spicca un busto di san Vittore, realizzato con la stessa tecnica musiva. Il sacello conserva anche uno spazio sotterraneo chiamato “cripta di san Satiro”.
Curiosità e aneddoti sulla Basilica di Sant’Ambrogio
Il serpente del giudizio universale: in cima ad una colonna in porfido, campeggia un serpente di bronzo. Secondo la leggenda, si tratterebbe del serpente forgiato da Mosè nel deserto per proteggere il suo popolo dai morsi velenosi: chiunque fosse stato morso avrebbe avuto salva la vita guardando il serpente di metallo. Il serpente sarebbe arrivato a Milano intorno all’anno 1000: l’arcivescovo Arnolfo si recò a Costantinopoli per condurre la promessa sposa bizantina dall’imperatore Ottone III, che però morì prematuramente. Il serpente di bronzo, uno dei doni nuziali, rimase a Milano. I milanesi lo considerarono immediatamente un oggetto magico con proprietà curative, oltre a narrare che il giorno del giudizio universale il serpente prenderà vita, scenderà dalla colonna e ritornerà alla Valle di Josafat, dove le mani di Mosè lo forgiarono.
Un set per Giuseppe Verdi: nella Basilica di Sant’Ambrogio è ambientato il primo atto de I Lombardi alla prima crociata, quarta opera di Giuseppe Verdi, andata in scena al Teatro alla Scala l’11 febbraio 1843
La colonna del diavolo: secondo la leggenda, i due buchi visibili sul fusto della colonna sarebbero stati creati dalle corna del diavolo, scaraventato contro di essa dal vescovo Ambrogio durante una lotta.
L’enigma degli scacchi: in Basilica ci sono ben quattro “scacchiere”, Due esternamente sulla facciata della Basilica e due all’interno. Dal punto di vista religioso, il gioco degli scacchi rappresenterebbe la contrapposizione tra l’esercito bianco degli angeli e quello nero dei demoni.
Orari di apertura della Basilica di Sant’Ambrogio e informazioni per la visita
Per l’ingresso in Basilica non è previsto un biglietto. Le visite sono gratuite e possibili durante orari di apertura:
lunedì-sabato: 10:00-12:00; 14:30-18:00
domenica: 15:00-17:00
Le visite sono sospese durante le celebrazioni:
lunedì-venerdì: 8:00, 9:00, 18:30
sabato: 9:00, 18:30
domenica e festivi: 9:00, 10:30, 12:00 (in latino), 19:00
Tutte le domeniche alle ore 15:30 è disponibile il servizio di visite guidate ufficiali a Ad Artem. La visita, partendo dal quadriportico, segue il percorso dei primi pellegrini devoti alle spoglie del santo: dall’ambone “fuso” sopra il sarcofago di Stilicone, il presbiterio e l’altare d’oro. Si scenderà poi nella cripta per poi risalire al Sacello di San Vittore in Ciel d’Oro.
Non perderti nemmeno un segreto della Basilica di Sant’Ambrogio
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