Basilica di San Simpliciano: il tesoro di Brera

Nel cuore del quartiere Brera, la Basilica di San Simpliciano è uno dei gioielli della Milano storica e conserva le reliquie dei Martiri di Anaunia.

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I martiri della Basilica di San Simpliciano

La Basilica di San Simpliciano deve la sua nascita all’ambizioso progetto di Sant’Ambrogio di fare di Milano un vero e proprio centro della cristianità mediante l’edificazione di quattro chiese, una per ogni porta principale della città. La Basilica di San Simpliciano, detta Virginum per l’iniziale dedicazione alla Madonna, era situata lungo l’importante arteria che conduceva verso Como e poi in Renania.

Bassorilievo di San Simpliciano nella Basilica di San Simpliciano

Alla morte di Ambrogio, avvenuta nel 397 d.C., gli successe nella carica di vescovo Simpliciano, che depose nella basilica i corpi dei tre martiri Martirio, Sisinnio ed Alessandro. I tre erano chierici, originari della Cappadocia attuale Turchia, inviati da Ambrogio per evangelizzare l’attuale regione trentina, l’Anaunia (odierna Val di Non in Trentino Alto Adige), dove però furono uccisi dai pagani il 29 Maggio dell’anno 397.

La chiesa fu restaurata nel VII secolo e, ancora, nel IX, quando a basilica fu presa in possesso dai monaci benedettini cluniacensi, che fondarono l’attiguo monastero urbano.

Nel 1517 la chiesa e il monastero passarono su disposizione di Leone X ai benedettini cassinesi che vi eressero nello stesso anno il convento; restarono sino al 1798, anno in cui il monastero, colpito dalle secolarizzazioni napoleoniche, fu trasformato in caserma.

I tesori della Basilica di San Simpliciano

L’interno della Basilica di San Simpliciano presenta una configurazione architettonica unica nel panorama milanese. La struttura “a sala” è caratterizzata da tre navate di uguale altezza, separate da quattro pilastri circolari in mattoni, che creano un effetto luminoso particolarmente suggestivo. Questa soluzione architettonica, successivamente ripresa dal Gotico Catalano, conferisce all’ambiente una dimensione spaziale armoniosa e raccolta.

Il vero tesoro della basilica è rappresentato dall’affresco dell’Incoronazione di Maria, capolavoro di Ambrogio da Fossano, noto come il Bergognone, che occupa l’intera conca absidale. Quest’opera, realizzata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, rappresenta uno degli esempi più significativi della pittura lombarda rinascimentale e costituisce il fulcro visivo dell’intera basilica.

Incoronazione di Maria di Bergognone nella Basilica di San Simpliciano

Il presbiterio, dominato dal tiburio ottagonale, ospita il grande altare maggiore neoclassico in marmi policromi, affiancato da due eleganti pulpiti lignei barocchi. Dalla porta situata sotto la cantoria di sinistra si accede al Sacello dei Martiri dell’Anaunia, una piccola basilichetta a croce latina con abside semicircolare che potrebbe risalire al IV secolo e che custodisce le reliquie dei tre martiri.

Aneddoti sulla Basilica

Disturbati nel sonno eterno: quando i frati cassinesi rinvennero le casse contenenti le reliquie dei tre martiri e del vescovo Simpliciano, le raccolsero nel nuovo altare, collocate in casse di piombo separate. In occasione di quella traslazione, un gran folla era radunata intorno alle reliquie, quando un fulmine scoppiò nel campanile. Il popolo attribuì la responsabilità colpa a quel fulmine, allo sdegno di quei Santi per essere stati disturbati nel sonno eterno. 

Miracolo delle colombe: la tradizione narra che nel giorno la battaglia di Legnano sia stata vinta anche grazie all’intercessione dei martiri di San Simpliciano. Infatti, nel 1176, durante lo scontro tra le milizie della Lega Lombarda e quelle del Barbarossa, tre colombe uscirono dalla basilica di San Simpliciano, e andarono a posarsi sulla croce del Carroccio rimanendovi fino al termine della battaglia.

Le campane miracolose: le campane di San Simpliciano possedevano eccezionali virtù curative. Si racconta che per liberarsi di un tremendo mal di denti, un mercante di Porta Comasina aveva ottenuto dal campanaro il permesso di suonarle tirando la fune coi denti. Ne guadagnò una brutta testata nel soffitto, ma in compenso il mal di denti svanì.

Orari e informazioni per la visita

Per l’ingresso alla Basilica di San Simpliciano non è necessario il biglietto, ma la visita è libera negli orari di apertura:

lunedì: 07:00-12:00, 16:00-19:00

martedì-sabato: 07:00-19:00

domenica: 07:00-12:00, 16:00-19:00

orario messe

Giorni feriali: 07:30 – 18:00 (12:45 solo il mercoledì)

Giorni festivi: 08:00 – 10:00 – 11:30 – 18:00

Spesso la Basilica di San Simpliciano ospita eventi musicali, per cui occorre consultare il sito della parrocchia

Nei dintorni della Basilica di San Simpliciano

Pinacoteca di Brera: in una decina di minuti a piedi non si può perdere l’occasione di passeggiare tra capolavori della pittura italiana da Piero della Francesca, Mantegna, Raffaello e Caravaggio.

Castello Sforzesco: proprio al centro di Piazza Cordusio, il castello offre un’immersione nella storia di Milano, tra cortili, merlate e antichi sotterranei che raccontano secoli di storia e potere.

Parco Sempione: alle spalle del Castello si può passeggiare tra i sentieri e i laghetti immersi nel verde, fino alla vista del maestoso Arco della pace.

Piccolo Teatro: A pochi passi, il Piccolo Teatro di Milano accoglie con la sua storica sala e un ricco programma di spettacoli che da decenni arricchisce la scena culturale della città.

Una sosta per mangiare e bere:

Daniel Canzian: nel cuore del quartiere Brera, il ristorante di Daniele Canzian è ideale per una cena intima e raffinata tra i sapori della cucina milanese, con piatti tradizionali, reinterpretati con tecniche moderne e ingredienti di alta qualità.

Locanda Perbellini: una vera e propria cucina d’autore che unisce la semplicità dei sapori autentici alla maestria delle tecniche, è una proposta stellata perfetta per una cena speciale

La Libera: caratteristico della vecchia Milano, dall’inizio del ‘900 il ristorante ha sempre proposto cucina milanese. Oggi, i due proprietari Gino Narducci e Italo Manca, continuano questa tradizione, arricchendola dei grandi piatti della cucina italiana.

Bar Jamaica: dal 1911, si descrive come una “quasi comune” dove bere e mangiare sono l’occasione per condividere idee e punti di vista. L’ufficio delle idee del Bar Jamaica è stato luogo di appuntamento di tanti nomi, come Piero Manzoni, Lucio Fontana, Elio Fiorucci e Giorgio Gaber.

Ristorante Rigolo: un luogo dove ci si sente a casa, dove magiare i classici della tradizione è un’esperienza da condividere con amici e familiari

Crediti

Paolobon140, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Carlo Dell’Orto, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Carlo Dell’Orto, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons