Immersa nel verde del Parco Agricolo Sud, l’Abbazia di Chiaravalle è uno dei gioielli architettonici e spirituali più affascinanti della Lombardia, riconoscibile per la sua torre campanaria alta e slanciata. Questo complesso monastico rappresenta una meta imperdibile per chi cerca arte, storia e spiritualità.
Le origini dell’Abbazia di Chiaravalle
L’Abbazia di Chiaravalle, fondata nel 1135 da San Bernardo di Clairvaux, nacque per accogliere una comunità di monaci cistercensi, seguaci della Regola formulata da San Benedetto. Questi religiosi non si limitavano alla vita contemplativa: furono loro stessi a costruire il complesso monastico e a trasformare i territori paludosi circostanti in aree fertili e coltivabili. La bonifica di queste terre rappresentò un’opera di ingegneria idraulica straordinaria per l’epoca, che contribuì allo sviluppo agricolo di tutto il territorio milanese.
I monaci cistercensi, che ancora oggi abitano l’Abbazia, seguono la regola dell’ora et labora (prega e lavora), dedicandosi non solo alle attività religiose, ma anche all’agricoltura e all’allevamento. Questa filosofia di vita diede origine a tradizioni che ancora oggi caratterizzano l’eccellenza gastronomica italiana, come la produzione di quel formaggio che sarebbe diventato il celebre Grana Padano.

Architettura e arte del complesso monastico
La chiesa di Santa Maria di Chiaravalle presenta una pianta a croce latina con tre navate, ma l’elemento più iconico dell’intero complesso è senza dubbio la torre campanaria.
Questa struttura ottagonale, costruita dall’architetto Francesco Pecorari tra il 1347 e il 1349, è affettuosamente chiamata dai milanesi “Ciribiciaccola”, evocando il verso delle cicogne che un tempo nidificavano tra le sue colonnine. Il tiburio della torre è decorato con preziosi affreschi trecenteschi della scuola di Giotto, testimonianza dell’importanza artistica che l’Abbazia di Chiaravalle rivestiva nel panorama medievale italiano
La chiesa abbaziale, edificata tra il 1172 e il 1221, è uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, precedendo persino la costruzione del Duomo di Milano. Al suo interno si possono ammirare capolavori dell’arte sacra: il coro ligneo di Carlo Garavaglia, un ciclo di affreschi che narrano la storia cistercense e un suggestivo affresco di San Bernardo che tiene l’abbazia tra le mani, situato sulla controfacciata
I tesori dell’abbazia di Chiaravalle
Il chiostro dell’Abbazia di Chiaravalle è un gioiello di architettura e arte: caratterizzato da eleganti archi, colonnine e capitelli finemente decorati, conserva preziosi affreschi rinascimentali, tra cui una Vergine in trono con Bambino attribuita a Gaudenzio Ferrari.
Adiacente al chiostro, la Sala Capitolare conserva graffiti della scuola del Bramante che raffigurano vedute della Milano rinascimentale, offrendo uno spaccato unico della città come appariva secoli fa.
Il Mulino dell’abbazia, costruito probabilmente contemporaneamente al monastero, è oggi trasformato in uno spazio didattico e culturale.
Curiosità
Il nome Ciribiciaccola nasconde diverse interpretazioni affascinanti. Secondo una versione, il termine deriva dall’espressione milanese “perdere la ciribiciaccola”, che significava “perdere la ragione”, “osare”. La torre, così alta e sottile, era considerata qualcosa di prodigioso e irripetibile, una vera e propria ciribiciaccola. Un’altra versione più poetica vuole che il nome derivi dal verso dei piccoli delle cicogne, come testimonia un antico scioglilingua milanese:
Sora del campanin de Ciaravall gh’è una ciribiciaccola con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt. Var pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt? Quand i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola,la ciribiciaccola l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt. La ciribiciaccola la ciciara, i ciribiciaccolitt ciciaren, ma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt.
Tra le tradizioni più toccanti dell’Abbazia di Chiaravalle c’è quella della “Madonna della Buonanotte”. Questo affresco, situato nella scala che conduceva al dormitorio, veniva salutato dai monaci prima del riposo notturno nella speranza di ottenere sogni sereni.
Una delle eredità più gustose lasciate dai monaci cistercensi è la nascita del caseus vetus, l’antenato del Grana Padano. Per conservare il latte in eccesso, i religiosi lo cuocevano con il caglio, procedendo poi alla salatura e stagionatura. Il formaggio a pasta dura che ne risultava fu inizialmente chiamato “formaggio vecchio” in latino, per poi essere ribattezzato dal popolo “Grana” per la sua caratteristica pasta granulosa.
Scoprire l’Abbazia di Chiaravalle: orari e visite
Per chi accede senza guida, la chiesa, il Chiostro, il Mulino e la Cappella di San Bernardo sono visitabili
- sabato e domenica pomeriggio gratuitamente e senza prenotazione (escluso il Chiostro, aperto solo con visita guidata)
- giorni feriali sono disponibili visite con audioguide, in italiano e in inglese, alla chiesa e al chiostro.
La cooperativa Koinè organizza visite e tour guidati del complesso abbaziale disponibili sia in italiano che lingua straniera previa prenotazione. E’ possibile iscriversi fino alle ore 12:00 del giorno stesso per le visite dei weekend, fino alle 9:00 del giorno stesso per le visite delle festività che si svolgono anche alla mattina.
Dove Mangiare
Il Ristoro dell’Abbazia permette di gustare i prodotti monastici nella tranquillità del complesso, immerso nel verde del Parco Agricolo Sud Milano. La Bottega dei Monaci offre una vasta gamma di prodotti elaborati e confezionati direttamente dai religiosi, oltre a specialità come il Grana Padano DOP.
Alla scoperta dei dintorni dell’Abbazia
La posizione dell’Abbazia di Chiaravalle la rende punto di partenza ideale per esplorare altre attrazioni della zona.
Il Parco della Vettabbia, parte del “Sentiero delle Abbazie”, offre un percorso ciclabile-pedonale che collega Milano all’abbazia, perfetto per picnic e birdwatching. A soli 30 minuti di mezzi pubblici si trova la Fondazione Prada, importante centro dedicato all’arte contemporanea
Per gli amanti della cucina tradizionale, la Trattoria al Laghett, fondata nel 1890 dalla famiglia Gerosa, propone autentici piatti della tradizione milanese in un’atmosfera accogliente e familiare.
Crediti
Yoruno, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons
G.dallorto, Attribution, via Wikimedia Commons
