Corso Magenta: il chilometro più sorprendente di Milano

Corso Magenta è un’arteria storica di Milano che collega Largo Cairoli alla zona di Piazzale Baracca e Piazzale Tommaseo, attraversando il quartiere omonimo. Lungo il percorso si trovano: la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, soprannominata “Cappella Sistina di Milano”, il Civico Museo Archeologico, Palazzo Litta, capolavoro del barocchetto lombardo, Casa degli Atellani e la Vigna di Leonardo, oltre la Basilica di Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano, L’Ultima Cena di Leonardo. La zona è raggiungibile con M1 Cadorna o Conciliazione, M2 Sant’Ambrogio, tram 16 (fermata Santa Maria delle Grazie). Il Bar Magenta si trova in Via Carducci 13, angolo Corso Magenta.

Esiste un posto a Milano dove in 20 minuti a piedi incontri Leonardo, il barocco, il Liberty e uno dei bar storici più amati della città? Sì. Si chiama Corso Magenta. E il bello è che quasi nessuno la percorre per intero con la testa alzata. È una di quelle strade che i milanesi attraversano ogni giorno senza fermarsi, e che i turisti percorrono di fretta solo per raggiungere il Cenacolo. Un peccato enorme, perché questo chilometro e mezzo di storia nasconde gioielli uno dietro l’altro — spesso letteralmente nascosti dietro facciate sobrie che non lasciano immaginare nulla di ciò che c’è dentro.

San Maurizio al Monastero Maggiore: la Cappella Sistina di Milano

Chiesa di San Maurizio

Corso Magenta 13–15. San Maurizio al Monastero Maggiore. Da fuori, una facciata cinquecentesca piuttosto composta. Dentro: circa 2.500 metri quadrati di affreschi che ricoprono ogni centimetro di parete, di volta, di arcata. Storie della Bibbia, episodi della vita di Cristo, ritratti di santi, tutto realizzato dai migliori allievi di Leonardo da Vinci: Bernardino Luini (con i figli Aurelio, Evangelista e Giovan Pietro), Boltraffio, Simone Peterzano.

Il confronto con la Cappella Sistina è esagerato? Forse un po’. Ma non di molto. Quello che si prova entrando qui, l’improvvisa esplosione di colori, la sensazione di essere avvolti dalla pittura rinascimentale in modo quasi fisico, è difficile da descrivere. E per giunta l’ingresso è completamente gratuito.

Da non perdere: nella parte del coro delle monache (accessibile anche quella), si nasconde uno dei cicli pittorici più complessi e affascinanti, con scene che si sovrappongono su più livelli. Un luogo che lascia senza parole.

San Maurizio è solo uno dei gioielli di Corso Magenta: arriva fino al Cenacolo!

Palazzo Litta: il palazzo dove Napoleone fece piangere una marchesa

Facciata di Palazzo Litta

Corso Magenta 24. Palazzo Litta, il più appariscente di tutta la strada: la facciata settecentesca in barocchetto lombardo, i due telamoni che reggono la balconata come se stessero portando il mondo sulle spalle, le finestre con i festoni e le cimase. È uno degli esempi più raffinati e meglio conservati di questo stile in tutta Milano.

La storia del palazzo è degnissima del luogo: costruito intorno al 1648 per il conte Bartolomeo Arese, poi passato ai Visconti Borromeo e infine ai marchesi Litta, che lo trasformarono in uno dei salotti più sfavillanti della Milano settecentesca, con feste sfarzose aperte anche al popolo. Si racconta che durante una di queste feste Napoleone venne a trovare la marchesa Litta, e lei dall’emozione versò una lacrima sul pavimento del Salotto Rosso. Il marito, commosso, fece incastonare nel parquet una perla, per ricordare per sempre quel momento.

All’interno si trovano lo Scalone d’Onore “a forbice”, la Sala degli Specchi con gli affreschi rococò di Giovanni Antonio Cucchi, e fino al 1865 ci stava anche la celeberrima Madonna Litta, quel dipinto a lungo attribuito a Leonardo, oggi all’Ermitage di San Pietroburgo, ceduto allo zar Alessandro II. Il palazzo oggi ospita la Soprintendenza e si visita in occasione di eventi, mostre e durante il Fuorisalone del design.

Casa degli Atellani e la Vigna di Leonardo: il vino di Milano

Casa degli Atellani

Corso Magenta 65–67. Proprio di fronte al Cenacolo, dietro un portale rinascimentale, si nasconde una storia che sa quasi di leggenda, ma è tutto documentato.

Nel 1490, Ludovico il Moro acquistò due case in questo borgo e le donò alla famiglia degli Atellani, i suoi cortigiani. Poco dopo, nel 1498, regalò anche una vigna adiacente a Leonardo da Vinci, come compenso per i “lavori eseguiti per il duca”, prima fra tutti, l’Ultima Cena dipinta nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, a pochi passi da qui. La vigna era di Malvasia di Candia Aromatica, si estendeva per oltre un ettaro, e Leonardo la amava tanto da citarla nel suo testamento.

Poi arrivarono i francesi, la vigna fu confiscata, Leonardo si trasferì in Francia e la vigna cadde nell’oblio per quasi cinquecento anni. Nel 2015, in occasione di Expo, grazie a un’inedita ricerca scientifica condotta dalla Facoltà di Scienze Agrarie di Milano, il ceppo originario fu ritrovato (sopravvissuto come radici sotto terra) e reimpiantato nel giardino della casa. Nel 2018 è nata La Malvasia di Milano: il vino più antico della città, rinato dopo cinque secoli.

La casa è una dimora di straordinaria bellezza, con la Sala dello Zodiaco, affreschi cinquecenteschi, i cortili di Piero Portaluppi. Da settembre 2023 è temporaneamente chiusa al pubblico a seguito dell’acquisto da parte del gruppo LVMH, ma vale la pena tenerla d’occhio per le riaperture future.

La maggior parte dei capolavori milanesi di Leonardo si trova alla Pinacoteca Ambrosiana: non perderteli!

Il Cenacolo di Leonardo: perché vale ogni minuto di coda

Ultima Cena nella Basilica di Santa Maria delle Grazie

Piazza Santa Maria delle Grazie. Inutile fare il blasé: l’Ultima Cena di Leonardo è una di quelle opere che cambiano qualcosa dentro di te, anche se ci sono arrivato dopo tre rifiuti di prenotazione. Il dipinto, tecnicamente un’encausto su intonaco, non un affresco, occupa l’intera parete del refettorio dell’ex convento domenicano ed è patrimonio UNESCO dal 1980.

La prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitatissimi: si entra a gruppi di 25 persone alla volta, per 15 minuti di visita. Sembra poco, ma è abbastanza per capire perché il mondo si ferma davanti a questa parete. Prenotate con largo anticipo sul sito ufficiale (museoilcenacolo.it).

Prima o dopo, non dimenticate di visitare anche Santa Maria delle Grazie stessa: la chiesa domenicana con la tribuna di Bramante è uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale lombarda. E il chiostro con la fontana delle rane è uno di quei posti segreti che non ti aspetti di trovare a due passi dalla città.

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Bar Magenta e piazzale Tommaseo: il corso che vale anche di sera

Pasquetta

Corso Magenta non è solo storia e arte. È anche un posto bellissimo dove stare, specialmente verso sera.

Il Bar Magenta  è un’istituzione con più di cento anni di storia. Birre, panini generosi, un’atmosfera che mescola studenti, intellettuali e vecchi habitué in modo impeccabile. È uno di quei luoghi che fanno capire cos’è davvero Milano.

Ai due capi del corso, segnalate dai dettagli architettonici che campeggiano sulle facciate, ci sono i palazzi Liberty più belli di questa parte di città: Casa Laugier al civico 96, con decorazioni in ceramica della ditta Bertoni, e la Farmacia Santa Teresa angolo Piazzale Baracca — tra i miglior interni Liberty di Milano. Il Piazzale Tommaseo poi, con la sua piazzetta raccolta, è uno di quei punti del quartiere che sembrano fermare il tempo.

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Corso Magenta: FAQ

Cos’è Corso Magenta e perché è così importante?
Corso Magenta è una delle strade storiche più ricche di arte di Milano, con capolavori rinascimentali, barocchi e siti legati a Leonardo da Vinci.

Cosa vedere assolutamente in Corso Magenta?
Le tappe principali sono San Maurizio al Monastero Maggiore, Palazzo Litta e Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo Vinciano.

Il Cenacolo Vinciano si può visitare liberamente?
No, Ultima Cena è accessibile solo su prenotazione obbligatoria e con ingressi limitati.

San Maurizio è davvero gratuita?
Sì, San Maurizio al Monastero Maggiore ha ingresso gratuito ed è considerata uno dei luoghi più sorprendenti della città.

La Vigna di Leonardo è visitabile?
Attualmente la Vigna di Leonardo è chiusa al pubblico, ma potrebbe riaprire in futuro.

Quanto tempo serve per visitare Corso Magenta?
Circa 1–2 ore per una passeggiata completa, di più se si visitano musei e il Cenacolo.

Come arrivare a Corso Magenta?
Con metro M1 (Cadorna o Conciliazione) o M2 (Sant’Ambrogio).

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