CityLife: il nuovo centro di Milano tra grattacieli e arte e

C’è una Milano che racconta duemila anni di storia, fatta di chiese, cortili e pietra antica. E poi c’è CityLife, il volto più contemporaneo della città, nato dove un tempo c’erano padiglioni fieristici e, ancora prima, campi aperti. Visitare CityLife oggi significa immergersi in un quartiere che non ha monumenti medievali né resti romani, ma offre qualcosa di altrettanto potente: una visione concreta di come Milano abbia saputo reinventarsi nel XXI secolo.

CityLife è uno dei luoghi più interessanti da visitare a Milano. Qui si può comprendere come la città stia cambiando, come sia possibile trasformare un’area dismessa in un quartiere vitale, sostenibile e architettonicamente innovativo. È un laboratorio urbano a cielo aperto.

Dalla Piazza d’Armi alla Fiera Campionaria: le radici di CityLife

Per capire CityLife bisogna fare un passo indietro. All’inizio del Novecento quest’area, allora in aperta campagna, ospitò parte dell’Esposizione Internazionale del Sempione del 1906, organizzata per celebrare l’apertura del traforo del Sempione. Per sei mesi, dal 28 aprile all’11 novembre, Milano fu al centro dell’attenzione internazionale, con eventi distribuiti tra il Parco Sempione e la nuova Piazza d’Armi, proprio dove oggi sorge CityLife.

Terminata l’esposizione, l’area divenne negli anni Venti la sede della storica Fiera Campionaria di Milano, punto di riferimento economico per decenni. Solo alle soglie del nuovo millennio la Fiera si trasferì nel nuovo polo di Fiera Milano Rho, progettato da Massimiliano Fuksas e riconoscibile per la sua grande copertura a vela. A quel punto l’area urbana rimase libera, pronta per una nuova destinazione.

Fontana Citylife

Nel 2004 fu bandito un concorso internazionale per la riqualificazione dell’ex Fiera e di parte del vicino Portello, già occupato dagli stabilimenti Alfa Romeo. Vinse il progetto della cordata CityLife. Da quel momento prese forma uno dei più ambiziosi interventi di rigenerazione urbana in Italia.

CityLife oggi: una nuova idea di centro

Oggi CityLife è uno dei quartieri più iconici di Milano. È un mix equilibrato di architettura contemporanea, residenze di design, spazi verdi e funzioni direzionali. Qui si trova il secondo parco pubblico più grande della città e la più vasta area pedonale di Milano: un dato che da solo racconta una nuova idea di vivere il centro urbano.

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Passeggiare a CityLife significa muoversi in uno spazio aperto, senza traffico, dove il verde dialoga con vetro e acciaio. Il parco non è solo un prato: è un luogo attrezzato con aree gioco per bambini, percorsi sportivi, spazi per il relax e installazioni di arte contemporanea disseminate lungo i vialetti.

Al centro dell’area si trova Piazza Tre Torri, organizzata su due livelli e cuore pulsante dello Shopping District. Qui si sviluppa un centro commerciale a due piani con negozi, bar, ristoranti, bistrot, servizi e un grande cinema multisala. CityLife non è solo business district: è anche spazio di socialità quotidiana.

Le Tre Torri: il nuovo skyline di CityLife

Citylife tre torri

Il simbolo più riconoscibile di CityLife è senza dubbio rappresentato dalle Tre Torri, che definiscono il business district e ridisegnano lo skyline milanese. Ognuna ha una personalità architettonica distinta, tanto da essere soprannominata con nomi informali: “il Dritto”, “lo Storto” e “il Curvo”.

La più alta è la Torre Allianz, detta “il Dritto”, progettata da Arata Isozaki insieme ad Andrea Maffei. Con i suoi 209 metri (247 includendo l’antenna RAI), è il grattacielo con il tetto più alto d’Italia. La struttura è un parallelepipedo slanciato e sottile, tanto che in fase di costruzione furono necessarie quattro “stampelle” esterne per limitarne le oscillazioni. La facciata vetrata è composta da una sequenza di superfici convesse che creano un effetto ondulato, guadagnandosi il soprannome popolare di “materassone”. Sulla sommità, nel 2015, è stata collocata una copia della Madonnina del Duomo, sempre a proteggere la città dall’alto.

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Accanto si trova la Torre Generali, conosciuta come “lo Storto”, progettata da Zaha Hadid. La sua caratteristica distintiva è la torsione: l’edificio sembra ruotare su sé stesso man mano che sale, fino a raddrizzarsi verso la cima. È un esempio di architettura neo-futuristica che rompe la rigidità del grattacielo tradizionale e introduce dinamismo nel profilo urbano.

La terza è la Torre PwC, soprannominata “il Curvo”, progettata da Daniel Libeskind. Con i suoi 175 metri e 30 piani, è la più bassa delle tre ma forse la più scenografica per la sua forma arcuata e inclinata in avanti. Libeskind, esponente del decostruttivismo, ha immaginato un edificio che dialoga con lo spazio circostante in modo asimmetrico e scultoreo.

Le residenze: abitare CityLife

Residenze in Citylife

Oltre agli edifici direzionali, CityLife propone una nuova idea di residenza urbana di alto livello. Le Residenze Hadid comprendono sette edifici caratterizzati da balconi curvilinei e tetti sinuosi, con ampie superfici vetrate e impianti energetici ecosostenibili. I volumi sembrano quasi fluidi, ispirati a forme organiche.

Sul lato opposto si trovano le Residenze Libeskind, otto edifici di altezza variabile tra i cinque e i tredici piani. Qui l’architetto ha parlato di “case-sculture”: volumi serpeggianti, facciate asimmetriche, appartamenti differenti per dimensioni e affacci. Ogni edificio è unico, ma inserito in un disegno coerente.

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