Le chiese di Brera: crolli, il tempio e il fantasma

Il quartiere Brera di Milano custodisce una delle più dense concentrazioni di chiese storiche della città, molte poco conosciute anche dai milanesi. Le principali sono: Santa Maria del Carmine, fondata dai Carmelitani nel 1268, con la volta crollata appena terminata nel 1446 e ricostruita su ordine degli Sforza da Pietro Antonio Solari con materiali di scarto del Castello; la Basilica di San Simpliciano, la Chiesa di San Marco, seconda per lunghezza a Milano dopo il Duomo, con opere legate a Mozart e Verdi; la Chiesa di San Carpoforo, sconsacrata, che sorge su un antico tempio romano dedicato alla dea Vesta, la Chiesa di Santa Maria Incoronata e San Tomaso in Terra Amara.

Se passate per Brera, che sia per la Pinacoteca, per un aperitivo ai tavolini di Via Fiori Chiari, o semplicemente perché è uno dei quartieri più belli d’Europa, fate una cosa: alzate gli occhi. Non verso i negozi, non verso i locali. Verso i campanili. Brera ha più chiese per chilometro quadrato di quasi qualsiasi altro quartiere di Milano. Alcune sono famose, molte sono ignorate, tutte hanno una storia che vale enormemente la pena di conoscere. Eccone alcune.

Santa Maria del Carmine: la volta che non stava su

Chiesa di Santa Maria del Carmine in Brera

Cominciamo dalla più scenografica. In Piazza del Carmine, una delle piazze più eleganti e raccolte di Milano, con i portici e i tavolini dei bar che la animano in ogni stagione, si trova la Chiesa di Santa Maria del Carmine, il cui destino sembra scritto all’insegna della sfortuna architettonica.

Tutto inizia nel 1268, quando i Padri Carmelitani si stabiliscono nell’area dell’attuale Castello Sforzesco e iniziano a costruire il loro convento e la chiesa annessa. Nel 1330 un incendio distrugge tutto. Si ricomincia. I frati si trasferiscono altrove. La chiesa cade nell’abbandono.

Nel 1400 interviene il duca Gian Galeazzo Visconti: ordina la ricostruzione, affida il progetto all’architetto ducale Bernardo da Venezia e assicura protezione e finanziamenti. I lavori durano decenni. Nel 1446, quando la chiesa è praticamente ultimata, accade qualcosa di incredibile: la volta crolla. Appena finita. Come se l’edificio si rifiutasse di stare in piedi.

Nel 1449 si inizia la terza ricostruzione, questa volta sotto la direzione di Pietro Antonio Solari, che usa i materiali di scarto del vicino Cantiere Sforzesco: mattoni, pietra, elementi architettonici avanzati dalla costruzione del Castello. La chiesa che vediamo oggi è questa terza versione, con cinque cappelle per lato e un presbiterio ricostruito in stile barocco nel Seicento.

L’attuale facciata neogotica, quella che dà sulla piazza con la sua eleganza un po’ teatrale, non è medievale: la firmò Carlo Maciachini nel 1880, lo stesso architetto del Cimitero Monumentale. Nel frattempo la chiesa era diventata “aristocratica“: le famiglie nobili milanesi si erano prenotate le cappelle laterali per le proprie sepolture, e i duchi stessi avevano espresso il desiderio di essere tumulati qui.

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San Carpoforo: sotto i piedi degli studenti, un tempio di Vesta

Chiesa sconsacrata di San Carpoforo

A pochi passi, in Via Formentini, si trova una delle chicche più nascoste di tutta Brera: la Chiesa di San Carpoforo, sconsacrata da secoli e oggi sede dell’Accademia di Belle Arti per i corsi di decorazione, restauro e arte sacra.

L’edificio che vediamo nasconde un segreto che risale all’epoca romana. Durante i lavori di pavimentazione della piazza nel 1811 furono trovati vari resti antichi. Quattro colonne di porfido rosso antico, un mosaico, un altare votivo dedicato a una divinità “carpofora” (portatrice di frutti). Tutto indicava la stessa cosa: sotto questa chiesa c’era un tempio pagano romano dedicato alla dea Vesta, il tempio in cui le Vestali custodivano la fiamma sacra che non doveva mai spegnersi.

Secondo la tradizione, fu Santa Marcellina, sorella del vescovo Ambrogio, a consacrare il tempio pagano al culto cristiano, intitolando la nuova chiesa a San Carpoforo, soldato romano martirizzato durante il regno di Massimiano. La prima documentazione storica certa dell’esistenza della chiesa risale all’anno 813.

La chiesa subì un restauro completo nel Seicento per volere dell’arcivescovo Federico Borromeo, ma decadde progressivamente: nel 1760 era gestita da un solo sacerdote, il “Prete di Brera” della leggenda locale, che fu poi allontanato e la parrocchia soppressa nel 1787. L’uomo scomparve senza lasciare traccia, e si dice che ancora oggi il suo spirito vaghi per le vie del quartiere nelle notti più silenziose. Una storia di fantasmi tutta milanese: discreta, elegante, e probabilmente inventata di sana pianta.

San Simpliciano: la chiesa più antica di Milano (e il segreto dei martiri)

Facciata della Basilica di San Simpliciano

Qualche centinaio di metri più a nord, in Piazza San Simpliciano, si trova una delle chiese più antiche non solo di Brera ma di tutta Milano: la Basilica di San Simpliciano.

Fu Sant’Ambrogio stesso, nel IV secolo, a volere questa chiesa, la “Basilica Virginum”, così chiamata per la sua iniziale dedicazione alle vergini consacrate, come parte di un grandioso piano urbanistico-religioso: costruire quattro basiliche ai quattro punti cardinali della città romana, una per ogni porta principale. Alla morte di Ambrogio nel 397, il suo successore Simpliciano depose nella basilica i corpi dei tre martiri Martirio, Sisinnio e Alessandro, e la chiesa prese il suo nome.

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L’interno conserva il grande affresco absidale dell’Incoronazione della Vergine, dipinto nel 1508 da Ambrogio da Fossano detto il Bergognone: un’esplosione di colore e figure celesti che copre l’intera conca absidale. Accanto alla basilica, i due chiostri rinascimentali sono tra i giardini più silenziosi e inaspettati di Milano.

San Marco: Mozart, Verdi e la seconda chiesa più lunga di Milano

Cappella Foppa nella Chiesa di San Marco

In Piazza San Marco, una delle piazze più belle e meno frequentate dai turisti del quartiere, si trova la Chiesa di San Marco, fondata nel 1254 dagli Agostiniani e seconda per lunghezza a Milano dopo il Duomo. La facciata ottocentesca è di Carlo Maciachini (che a Brera lavorava molto), ma l’interno custodisce un patrimonio artistico straordinario e alcune memorie musicali eccezionali: Mozart diresse qui alcuni concerti durante il suo soggiorno milanese, e Verdi volle che la messa da requiem per Alessandro Manzoni fosse eseguita per la prima volta in questa chiesa nel 1874.

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Chiese di Brera – FAQ

Quali sono le chiese più importanti di Brera?
Le principali chiese di Brera sono Santa Maria del Carmine, San Marco, San Simpliciano, Santa Maria Incoronata e San Carpoforo.

Dove si trova Santa Maria del Carmine a Milano?
La chiesa si trova in Piazza del Carmine, nel cuore del quartiere Brera.

Qual è la chiesa più antica di Brera?
La Basilica di San Simpliciano, fondata nel IV secolo nell’ambito delle basiliche volute da Sant’Ambrogio.

Esiste davvero un tempio romano sotto San Carpoforo?
Secondo le evidenze archeologiche emerse nell’Ottocento, l’area ospitava probabilmente un antico luogo di culto romano attribuito alla dea Vesta.

Quale chiesa di Brera è legata a Mozart e Verdi?
La Chiesa di San Marco, dove Mozart tenne concerti e dove nel 1874 fu eseguita per la prima volta la Messa da Requiem di Verdi per Alessandro Manzoni.

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