Luglio col bene che ti voglio è la canzone estiva di Riccardo Del Turco scritta con Giancarlo Bigazzi, uscita nel 1968 e vincitrice del Disco per l’Estate: rimase prima in classifica per quindici settimane e vendette oltre un milione di copie in Italia. Milano è protagonista assoluta di moltissime canzoni italiane: “Il ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano (1966, Sanremo) racconta la via omonima dove il cantante è cresciuto, vicino alla Stazione Centrale; “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni (1971) è una ballata ambientata nell’omonimo quartiere; “Porta Romana” di Giorgio Gaber descrive il vivace quartiere a sudest del centro; tra le canzoni su Milano figurano anche “Oh mia bela Madunina” (Giovanni D’Anzi, 1935), inno ufficioso della città, e molte altre.
C’è una canzone che ogni estate, puntuale come il sole di luglio, torna a risuonare in radio, nelle piazze, nei bar di tutta Italia. «Luglio, col bene che ti voglio, vedrai non finirà…». La conosci a memoria, anche se magari non sai esattamente di chi sia. È “Luglio” di Riccardo Del Turco, e compie quasi sessant’anni senza mostrare un solo segno di stanchezza. Ma questa storia, come spesso accade con le canzoni più belle, è più sorprendente di quanto sembri.
Come nasce una canzone immortale
Era la primavera del 1968, l’anno più inquieto del Novecento: Parigi bruciava, gli studenti occupavano le università, il mondo sembrava sul punto di cambiare tutto. E in una mansarda di Fiesole, vicino a Firenze, un giovane chansonnier toscano si sedette accanto a un aspirante paroliere di nome Giancarlo Bigazzi e, nel giro di poche ore, compose quella melodia orecchiabile e piena di sole che avrebbe scalato le classifiche per quindici settimane consecutive.

Del Turco, in un primo momento, non era nemmeno convinto di cantarla lui stesso: pensava di darla a Orietta Berti. Fu il produttore Ladislao Sugar a convincerlo. Bene che l’abbia fatto, perché “Luglio” vinse il Disco per l’Estate, vendette oltre un milione di copie, conquistò il mercato inglese con gli Herman’s Hermits (versione “Something’s Happening”), quello francese e canadese con Joe Dassin (“Le petit pain au chocolat”) e persino il premio alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia.
Curiosità: la sera del 20 luglio 1969, mentre Del Turco stava cantando “Luglio” in televisione, la diretta fu interrotta. Tito Stagno stava annunciando l’allunaggio. I critici dell’epoca lo attaccarono, perchè il ’68 imponeva l’impegno politico, non le canzoni d’amore, ma il pubblico non li ascoltò. E aveva ragione il pubblico.
Milano in musica: una mappa sentimentale
Milano è forse la città italiana più cantata dai suoi figli e non solo. È una città che ha ispirato poesie in forma di canzone, ritratti di quartiere, inni spontanei e lamenti d’amore. Esplorarla attraverso le sue canzoni è uno dei modi più insoliti e affascinanti per conoscerla davvero.

Il ragazzo della via Gluck (Adriano Celentano, 1966) è forse il brano più iconico tra le canzoni su Milano. Presentata al Festival di Sanremo 1966 ed eliminata alla prima serata, un’onta che la storia avrebbe ampiamente risarcita: è un racconto autobiografico in prima persona che parla della via Gluck, dove Celentano è davvero cresciuto, al civico 14. All’epoca era una stradina ai margini della città; oggi è inghiottita nel quartiere attorno alla Stazione Centrale. La canzone anticipa di decenni i temi ambientalisti: è una Milano che cementifica, che cancella i prati e i campi, che spinge in periferia chi non riesce a stare al passo. Una Milano che fa male, ma che si ama lo stesso.
Prima periferia, ora pieno centro: scopri la lunga storia di Porta Nuova e passeggia nel vecchio luna park di Milano!

Luci a San Siro (Roberto Vecchioni, 1971) è un’altra storia d’amore milanese, ambientata all’ombra dello stadio illuminato la sera delle partite. Vecchioni ricorda una storia di gioventù e, nelle ultime strofe, si rivolge direttamente alla città: «Milano mia, portami via». Un brano che fa commuovere ancora oggi chiunque abbia vissuto Milano con la stessa intensità con cui si ama una persona.
Porta Romana (Giorgio Gaber, 1963) racconta con ironia e tenerezza il quartiere a sudest del centro, popolare e vivace, un pezzo di Milano operaia e autentica. Gaber, con Enzo Jannacci, è stato uno dei cantori più raffinati dell’anima meneghina: la ballata del Cerutti, Trani a gogò, la risposta al ragazzo della Via Gluck. Una Milano che rideva di sé stessa, con intelligenza.

Oh mia bela Madunina (Giovanni D’Anzi, 1935) è l’inno officioso di Milano, quello che ogni milanese conosce e che risuona nei momenti di festa. D’Anzi la compose in una notte d’ottobre, lavorando come pianista in un locale, quasi per rispondere alla nostalgia meridionale del suo pubblico: «Canten tüti “Londan de Napoli se moeur” ma po vegnen chi a Milan». Un omaggio ironico e affettuoso alla sua città.
Luglio a Milano, oggi
Luglio è il mese in cui Milano si svuota di molti suoi abitanti e si riempie di turisti, di concerti nei cortili, di aperitivi all’aperto fino a tardi. È anche il mese in cui il Castello Sforzesco si trasforma in un palcoscenico culturale a cielo aperto, con il programma Estate al Castello.
Goditi luglio a Milano alla scoperta di luoghi inediti: le merlate del Castello ti aspettano con un panorama mozzafiato!
Se ami la musica e la storia di questa città, c’è un modo per viverla che va oltre l’ascolto: salire sulle Merlate del Castello al tramonto, scendere nei Sotterranei dove si svela il delitto di Galeazzo Maria Sforza, lasciarsi sorprendere da una Milano che non ti aspetti. Proprio come in quelle canzoni che, ogni estate, ti fanno venire voglia di tornare.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
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Luglio a Milano – FAQ
Chi ha scritto la canzone “Luglio”?
“Luglio” è stata scritta da Riccardo Del Turco insieme a Giancarlo Bigazzi nel 1968.
Perché la canzone “Luglio” è così famosa?
Perché vinse il Disco per l’Estate, rimase al primo posto in classifica per quindici settimane e superò il milione di copie vendute.
Quali sono le canzoni più celebri dedicate a Milano?
Tra le più note ci sono “Il ragazzo della via Gluck”, “Luci a San Siro”, “Porta Romana” e “Oh mia bela Madunina”.
Dove si trova la Via Gluck di Adriano Celentano?
La Via Gluck si trova nella zona della Stazione Centrale ed è la strada in cui Celentano è cresciuto.
Qual è l’inno non ufficiale di Milano?
“Oh mia bela Madunina” di Giovanni D’Anzi è considerata l’inno ufficioso della città.
Cosa fare a Milano a luglio?
Luglio offre concerti, eventi culturali, visite guidate al Castello Sforzesco e numerose iniziative all’aperto.
Qual è il segno zodiacale di chi nasce a luglio?
Fino al 22 luglio il segno è Cancro, mentre dal 23 luglio inizia il Leone.
Luglio che numero è nell’anno?
Luglio è il settimo mese del calendario gregoriano.




