Metafisica/Metafisiche: chi sono i protagonisti?

La mostra Metafisica/Metafisiche, in apertura a Palazzo Reale il 28 gennaio, offre l’occasione per approfondire non solo i grandi protagonisti di uno dei movimenti più enigmatici del Novecento, ma anche il rapporto profondo e sorprendente tra la Metafisica e Milano. Se la nascita del movimento è tradizionalmente legata a Ferrara nel 1917, è proprio Milano a emergere come uno dei luoghi chiave per la sua diffusione, la sua ricezione critica e la sua trasformazione nel tempo.

Attraverso le opere di Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà e Giorgio Morandi, Metafisica/Metafisiche ricostruisce un panorama complesso, fatto di visioni, riflessioni filosofiche e dialoghi tra le arti, che trovano nella città di Milano un terreno fertile e dinamico.

Giorgio de Chirico: piazze e manichini del mistero

Carlo Carrà, Madre e figlio, 1917 Milano, Pinacoteca di Brera - Palazzo Citterio ©Pinacoteca di Brera, Milano – MiC © Carlo Carrà, by SIAE 2025
Carlo Carrà, Madre e figlio, 1917 Milano, Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio ©Pinacoteca di Brera, Milano – MiC © Carlo Carrà, by SIAE 2025

Al centro di Metafisica/Metafisiche si colloca l’opera di Giorgio de Chirico, fondatore della pittura metafisica. In mostra sono presenti alcuni dei suoi lavori più rappresentativi, appartenenti alla fase in cui il linguaggio metafisico si definisce con maggiore chiarezza. Le celebri piazze d’Italia, con porticati, statue classiche e architetture geometriche, diventano scenari immobili, attraversati da lunghe ombre e da un senso di attesa sospesa.

In queste opere, lo spazio urbano non è mai realistico: è uno spazio mentale, carico di inquietudine e di silenzio. Oggetti comuni – un guanto, una palla, una cassa, un treno sullo sfondo – vengono accostati in modo inatteso, creando cortocircuiti visivi che invitano lo spettatore a interrogarsi sul significato nascosto delle immagini. La presenza delle opere di de Chirico in Metafisica/Metafisiche permette di cogliere come la pittura metafisica non racconti storie, ma suggerisca intuizioni, stimolando una percezione più profonda della realtà.

Alberto Savinio: mito e metamorfosi

Alberto Savinio, uno degli autori di Metafisca/Metafisiche

Accanto a de Chirico, Alberto Savinio è ampiamente rappresentato nel percorso espositivo di Metafisica/Metafisiche. Le opere in mostra testimoniano una visione colta e ironica della Metafisica, in cui il mito classico viene riletto in chiave moderna. Figure ibride, divinità reinventate, ambienti sospesi tra sogno e memoria popolano i suoi dipinti, dando forma a una narrazione che unisce filosofia, letteratura e pittura.

Savinio utilizza la Metafisica come strumento di riflessione sull’identità e sulla trasformazione. Le sue immagini non puntano all’inquietudine pura, ma a una forma di straniamento intellettuale, spesso attraversato da un sottile senso di ironia. Le opere presenti in mostra permettono di comprendere come la Metafisica non sia un linguaggio monolitico, ma una sensibilità aperta, capace di accogliere registri diversi, dal tragico al ludico.

Carlo Carrà: l’equilibrio delle forme

Carlo Carrà, uno degli autori di Metafisca/Metafisiche

Un ruolo centrale in Metafisica/Metafisiche è occupato da Carlo Carrà, che dopo l’esperienza futurista approda a una pittura caratterizzata da rigore e misura. Le opere esposte mostrano composizioni essenziali, in cui pochi oggetti, come squadre, manichini, solidi geometrici, sono collocati in spazi chiusi e silenziosi.

Carrà porta nella Metafisica un senso di ordine e meditazione, riducendo al minimo gli elementi e concentrando l’attenzione sulla struttura formale dell’immagine. Le sue opere dialogano con quelle di de Chirico, ma se ne distinguono per una maggiore stabilità e per una tensione verso l’equilibrio. In mostra, questo confronto permette di cogliere le diverse anime del movimento e di comprendere come la Metafisica possa essere al tempo stesso inquieta e contemplativa.

Giorgio Morandi: il silenzio degli oggetti

Una delle prime opere di Morandi, , uno degli autori di Metafisca/Metafisiche

Pur mantenendo una posizione autonoma, Giorgio Morandi è una presenza fondamentale nel percorso di Metafisica/Metafisiche. Le sue nature morte, esposte in dialogo con le opere degli altri protagonisti, condividono con la Metafisica l’attenzione al silenzio, alla sospensione del tempo e alla concentrazione dello sguardo.

Bottiglie, vasi e scatole, ripetuti e osservati nel corso degli anni, diventano presenze assolute, sottratte a ogni funzione narrativa. In mostra, le opere di Morandi rivelano come la Metafisica possa manifestarsi anche attraverso una pittura apparentemente semplice, ma in realtà profondamente meditativa. Il suo lavoro dimostra che la Metafisica non è solo un linguaggio iconografico, ma una modalità di percezione, una disposizione mentale verso il mistero delle cose.

Oltre i maestri: l’eredità della Metafisica

Uno degli aspetti più significativi di Metafisica/Metafisiche è l’attenzione all’eredità del movimento. Accanto alle opere dei protagonisti storici, la mostra presenta lavori di artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito e reinterpretato le atmosfere metafisiche. Fotografia, architettura, cinema, teatro, design e letteratura dimostrano come i temi della sospensione, dell’isolamento degli oggetti e della dimensione enigmatica abbiano continuato a influenzare la cultura visiva del Novecento e del XXI secolo.

Questo dialogo tra passato e presente consente di leggere la Metafisica non come una stagione conclusa, ma come un linguaggio ancora vivo, capace di adattarsi a contesti e media diversi. Milano, con il suo ruolo di crocevia culturale, diventa il luogo ideale per raccontare questa continuità.

La Milano metafisica

Milano non è il luogo di nascita della Metafisica, ma ne diventa presto uno dei principali centri di elaborazione culturale. Città industriale, editoriale e intellettuale, Milano accoglie e rilancia il linguaggio metafisico attraverso riviste, gallerie, collezionisti e critici, contribuendo a consolidarne l’importanza nel panorama artistico italiano ed europeo.

Il progetto Metafisica/Metafisiche mette in luce proprio questo legame, indagando come la città abbia funzionato da crocevia tra pittura, letteratura, architettura e musica. Milano si configura come uno spazio in cui la Metafisica perde ogni dimensione puramente “isolata” o provinciale e diventa linguaggio aperto, capace di dialogare con la modernità.

Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem