Palazzo Reale di Milano si prepara a ospitare uno degli eventi artistici più attesi del 2026: la mostra “Kiefer. Le Alchimiste”, un progetto site-specific che promette di trasformare la Sala delle Cariatidi in un luogo di memoria, storia e riflessione. L’esposizione aprirà al pubblico dal 7 febbraio a settembre 2026, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e coinvolgente. Promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte e guidata da Ad Artem, la mostra fa parte del programma culturale dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026.
In questa occasione, Anselm Kiefer presenta un’opera unica, pensata appositamente per lo spazio storico della Sala delle Cariatidi, un luogo segnato dalle cicatrici del bombardamento del 1943, che diventa parte integrante del percorso espositivo. Con Kiefer. Le Alchimiste Milano si conferma centro di dialogo tra arte contemporanea e memoria collettiva, offrendo un’occasione rara di riflettere sul ruolo della cultura.
Un tributo alle alchimiste dimenticate
La mostra Kiefer. Le Alchimiste si distingue per la sua straordinaria capacità di intrecciare storia, mito e filosofia in un racconto visivo di grande impatto. Il progetto si articola in oltre quaranta grandi teleri, opere monumentali che riportano alla luce figure femminili spesso dimenticate dalla storia ufficiale. Scienziate, filosofi, alchimiste e ricercatrici che, tra Medioevo ed età moderna, hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo del sapere.

Photo: Nina Slavcheva © Anselm Kiefer
Kiefer non si limita a rappresentare queste figure: le trasforma in protagoniste di un pantheon alchemico, in cui arte, scienza e spiritualità si fondono in un linguaggio simbolico e poetico. Attraverso un uso intenso di piombo, cenere, paglia, terra e metalli, l’artista dà corpo alla memoria storica e alla metamorfosi. L’alchimia, tema centrale della mostra, diventa una metafora della trasformazione interiore e del potere rigenerativo dell’arte: così come l’alchimista trasforma la materia grezza in oro, Kiefer trasforma la memoria dimenticata in un racconto epico e universale.
Tra le figure evocate, spicca Caterina Sforza, simbolo di una tradizione scientifica e culturale profondamente radicata a Milano. Accanto a lei, altre donne straordinarie come Isabella Cortese e Maria la Giudea prendono vita sulle tele dell’artista, componendo un racconto che attraversa secoli e mette in dialogo passato e presente.
Chi è Anselm Kiefer
Nato in Germania nel 1945, Anselm Kiefer è uno dei maggiori artisti contemporanei internazionali, noto per la sua capacità di costruire narrazioni epiche e stratificate in cui storia, mito, filosofia e spiritualità si intrecciano per interrogare il presente. La sua opera attraversa pittura, scultura, fotografia, installazione, sempre con un uso della materia carico di significato. Nella sua poetica ogni elemento, dal piombo alla cenere, diventa veicolo di memoria e trasformazione.

Milano già ospita alcune opere di Kiefer, in primis i Sette Palazzi Celesti che si ergono monumentali all’Hangar Bicocca, confermando la sua connessione con il tessuto culturale locale. L’artista, lì come nella mostra Le Alchimiste è capace di trasformare lo spazio museale in un’esperienza immersiva e riflessiva, in cui il visitatore non è semplicemente spettatore, ma parte integrante del racconto. Con Le Alchimiste, Kiefer amplia ulteriormente questo dialogo tra luogo, storia e arte, rendendo la mostra un evento imperdibile.
Il percorso narrativo della mostra Kiefer. Le Alchimiste
La mostra Kiefer. Le Alchimiste è pensata come un percorso immersivo nella Sala delle Cariatidi, un ambiente che, con le sue rovine lasciate a memoria dei bombardamenti del 1943, amplifica il senso di stratificazione temporale dell’opera dell’artista. Le tele monumentali si susseguono creando una narrazione visiva che conduce il visitatore attraverso diversi piani di lettura: storico, simbolico, filosofico e alchemico.
Ogni opera diventa un capitolo della storia delle alchimiste, guidando chi osserva in un viaggio che intreccia tempo e spazio, memoria e mito. La sequenza delle tele invita a una lettura lenta, attenta, dove il dettaglio della materia, le texture e i simboli diventano strumenti di conoscenza. Così, la mostra non è solo un’esposizione visiva, ma un vero e proprio percorso di riflessione sulla storia, sul ruolo delle donne nel sapere e sul potere trasformativo dell’arte.
Le proposte di Ad Artem per Kiefer. Le Alchimiste

Photo: Nina Slavcheva © Anselm Kiefer
Per rendere l’esperienza ancora più completa, Kiefer. Le Alchimiste ha scelto il supporto di Ad Artem per la sua didattica ufficiale. Le visite guidate offrono un approfondimento sui grandi protagonisti dell’arte contemporanea e sul linguaggio unico di Kiefer, trasformando la pittura in uno strumento di conoscenza e riflessione critica.
I percorsi proposti da Ad Artem permettono di scoprire non solo la storia e il significato delle opere, ma anche il dialogo tra l’artista e lo spazio della Sala delle Cariatidi. Le guide accompagnano il pubblico attraverso la narrazione alchemica delle tele, spiegando come Kiefer trasformi la materia in simbolo e memoria, e come ciascun dettaglio delle sue opere contribuisca a costruire un racconto stratificato e universale. Queste esperienze didattiche rendono la mostre accessibile e coinvolgente, sia per adulti che per giovani, e offrono chiavi di lettura preziose per comprendere appieno la profondità del progetto.
Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem
C’è una cosa che la maggior parte dei turisti non sa: Milano non si capisce da soli. Sotto ogni palazzo, chiesa o monumento si nasconde una storia che non trovi su Wikipedia. Dentro ogni mostra c’è un livello di lettura che, senza la guida giusta, rischi di perdere del tutto.
Ad Artem è la risposta. Da oltre 30 anni siamo il punto di riferimento in città per chi vuole trasformare una visita culturale in un’esperienza che rimane. Prenotare una visita guidata con Ad Artem non significa seguire una bandierina in mezzo alla folla. Significa avere qualcuno che sa dove guardare e come fare in modo che quella mattina o quel pomeriggio non lo si dimentichi domani.




