Le Alchimiste di Anselm Kiefer: le mostre da vedere a Milano

Inserita nel programma culturale ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, “Le Alchimiste” di Anselm Kiefer è già considerata da molti una delle mostre da vedere a Milano non solo per la sua forza visiva, ma per il dialogo profondo che intreccia arte, storia, distruzione e rigenerazione. Ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale dal 7 febbraio a settembre 2026, è un’occasione unica per attraversare le opere di uno degli artisti del secolo.

Kiefer sceglie Milano e uno dei suoi luoghi più feriti per raccontare una storia di saperi dimenticati e di resistenza silenziosa: quella delle donne alchimiste. Il risultato è un intervento monumentale, site specific, che trasforma la visita in un’esperienza immersiva e simbolica, perfettamente in sintonia con il senso più profondo della tregua olimpica.

Le opere in mostra: trentotto teleri tra materia, mito e memoria

Il cuore della mostra è costituito da trentotto grandi teleri realizzati appositamente da Anselm Kiefer per la Sala delle Cariatidi. Al centro di questo ciclo monumentale emergono figure femminili che la storia ha spesso relegato ai margini, tra cui Caterina Sforza, Isabella Cortese, Maria la Giudea e molte altre.

Non si tratta di ritratti nel senso tradizionale. I volti e i corpi affiorano dalla materia pittorica come apparizioni: piombo, cenere, terra, paglia, pigmenti densi e superfici stratificate diventano il linguaggio con cui Kiefer restituisce forma a identità cancellate. La pittura è al tempo stesso pesante e fragile, concreta e simbolica, come se ogni opera fosse il risultato di un processo alchemico incompiuto.

Kiefer Le alchimiste a Palazzo Reale
Anselm Kiefer, Sophie Brahe 2025. Photo by Nina Slavcheva © Anselm Kiefer

Le alchimiste non vengono idealizzate. Emergono come figure segnate dalla fatica del sapere, dalla solitudine della ricerca, dall’esclusione sistematica. Eppure, proprio in questa tensione, diventano portatrici di un’energia creativa e trasformativa che attraversa tutta la sala.

Donne, alchimia e conoscenza: un racconto contro l’oblio

L’alchimia, nella lettura di Kiefer, non è una pratica esoterica marginale, ma una proto-scienza, un luogo di passaggio tra mito e metodo, tra intuizione e sperimentazione. Le donne alchimiste furono custodi di saperi fondamentali, eppure per secoli la loro presenza è stata negata, minimizzata, cancellata.

In questo senso, “Le Alchimiste” è anche una mostra politica, nel senso più profondo del termine: restituisce visibilità, nome e volto a figure che hanno contribuito alla nascita del pensiero scientifico moderno, ma che sono state sistematicamente estromesse dai suoi racconti ufficiali.

Anselm Kiefer e la tregua olimpica

Il legame tra Anselm Kiefer e la tregua olimpica non è immediato, ma è profondo. Kiefer inizia a lavorare alla fine degli anni Sessanta, in una Germania ancora segnata dal trauma irrisolto del nazismo. Fin dalle prime opere, mette in scena la memoria storica come qualcosa di vivo, scomodo, impossibile da rimuovere.

Celebri sono le fotografie in cui si ritrae mentre compie il saluto hitleriano in luoghi simbolici d’Europa: non un’adesione, ma una provocazione radicale, un modo per mostrare che la rimozione collettiva è essa stessa una forma di colpa.

Nel lavoro di Kiefer, la storia non viene mai raccontata in modo lineare. Appare come un insieme di frammenti, rovine, citazioni letterarie, nomi e macerie. È uno spazio instabile, dove distruzione e rigenerazione convivono. Ed è proprio qui che il suo lavoro dialoga con il senso della tregua olimpica: non la fine del conflitto, ma la sua sospensione, il tentativo di fermarsi e guardare le rovine prima di ricominciare.

La Sala delle Cariatidi: un luogo che parla di guerra e di ferite

La scelta della Sala delle Cariatidi non è casuale. Questo spazio monumentale è uno dei luoghi simbolo delle ferite della Seconda guerra mondiale a Milano. Nell’agosto del 1943, oltre 140 bombardieri Lancaster della Royal Air Force colpirono il centro della città con più di 500 tonnellate di bombe.

Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale dove è ospitata la mostra di Kiefer. Le Alchimiste

Uno degli spezzoni incendiari cadde proprio sul tetto di Palazzo Reale. L’incendio si propagò rapidamente tra le capriate lignee, causando il collasso del soffitto della sala e distruggendo stucchi, decorazioni e l’Apoteosi di Ferdinando I dipinta da Francesco Hayez nel 1838.

A differenza di quanto accaduto nel 2019 a Notre-Dame di Parigi, qui non si riuscì a evitare il disastro. E ciò che rende la storia ancora più dolorosa è che molto si sarebbe potuto salvare. Le prime coperture protettive arrivarono solo nel 1947, quattro anni dopo il bombardamento, lasciando le quaranta Cariatidi esposte alle intemperie. Oggi la sala conserva volutamente le cicatrici di quella distruzione. Ed è proprio questa nudità a renderla uno spazio potentissimo per il lavoro di Kiefer.

Il significato della mostra: distruzione, rigenerazione, memoria

Inserita nel contesto delle mostre da vedere a Milano nel 2026, “Le Alchimiste” si distingue per la sua capacità di parlare a più livelli. È una mostra sull’arte contemporanea, sulla storia delle donne, sulla memoria della guerra, ma anche sul potere trasformativo della cultura.

I resti dei bombardamenti

Come l’alchimia, la mostra lavora per trasformazioni lente. Nulla è immediato, nulla è consolatorio. Le opere non offrono risposte, ma pongono domande: su cosa scegliamo di ricordare, su chi lasciamo ai margini, su come costruiamo le nostre narrazioni collettive.

In questo senso, la mostra diventa una tregua simbolica: uno spazio in cui la violenza della storia viene sospesa, osservata, elaborata. Non cancellata, ma resa visibile.

Visitare la mostra con Ad Artem: un’esperienza guidata

Per chi desidera andare oltre la visita tradizionale, Ad Artem propone un ricco programma di esperienze che trasforma “Le Alchimiste” in un vero e proprio percorso di scoperta, pensato per pubblici diversi. Accanto alla visita guidata standard, ideale per orientarsi tra le opere di Anselm Kiefer e il contesto storico e simbolico della Sala delle Cariatidi, sono previste anche visite laboratorio, capaci di coinvolgere attivamente visitatori di ogni età.

Particolarmente affascinante è la visita laboratorio per famiglie con bambini. Il percorso parte da una domanda: che cos’è davvero l’alchimia? Kiefer riporta alla luce donne che, nel corso dei secoli, si sono confrontate con questa misteriosa pratica. Attraversando lo spazio suggestivo della Sala delle Cariatidi, bambini e adulti sono invitati a immergersi nella materia delle imponenti opere dell’artista tedesco per scoprire come ha scelto di raccontare la storia di queste figure straordinarie. Tra loro, Caterina Sforza, che ha elaborato ricette di ogni genere: dagli elisir di giovinezza ai primi esperimenti di anestesia, fino ai tentativi di trasformare i metalli in oro. E se potessi inventare anche tu una ricetta alchemica personale, quale sarebbe? Dopo il viaggio tra gli elementi utilizzati da Kiefer, il laboratorio diventa uno spazio di creazione: si mescolano parole in codice e materiali inaspettati, si trasformano cose familiari per dare forma a un personalissimo Experimento d’arte.

Accanto a questo percorso, Ad Artem propone anche una visita laboratorio per adulti e teens, pensata per chi vuole approfondire il tema della trasformazione, cuore stesso dell’alchimia. Nel lavoro di Kiefer, la pittura si fa linguaggio alchemico: i materiali cambiano nel tempo, reagiscono alle condizioni ambientali, e le opere non sono mai davvero “finite”. L’artista stesso le riprende e le modifica, anche a distanza di anni. Durante la visita, ci si avvicina alle opere interrogandosi su quali elementi parlino di metamorfosi; poi, in laboratorio, il concetto viene tradotto in un’azione artistica che non si esaurisce nel tempo dell’attività, ma continua a mutare, proprio come la materia alchemica e come la storia che Kiefer invita a osservare.

Perché non dovresti visitare Milano senza una guida Ad Artem

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